Archivio di aprile 2012

28
Apr

antica tradizione delle perle nella cultura cinese

Le più antiche testimonianze dell’esistenza delle perle provengono proprio dalla tradizione cinese. Furono le popolazioni cinesi ben quattromila anni fa a scoprire per prime queste gemme delicate e brillanti mentre scandagliavano i fondali marini in cerca di cibo. Da allora sono innumerevoli le opere d’arte orafa create da questo popolo talentuoso che ha fatto della perla un elemento importante della propria tradizione culturale.

Nell’antica civiltà cinese, le perle erano largamente stimate. Risulta evidente dalle numerose testimonianze lasciate sia nella storia che nella tradizione religiosa, in cui le perle vengono spesso menzionate sia nella venerazione degli dei sia come tributo all’imperatore da parte di principi stranieri. Dallo Shu Jing, antichissimo testo risalente al 2350 a.c., si può evincere come nel 23mo secolo a.c. l’imperatore Yu  ricevette in tributo “fili di perle non perfettamente rotonde” dal fiume Hwai. L’antico dizionario cinese, il Nh’ya, risalente al 30 secoli fa, ne parla come di preziosi gioielli ritrovati nella provincia di Shen-si, nella frontiera ovest.
La Cina vanta la più antica produzione di perle del mondo e fu il primo paese a sviluppare gli allevamenti di perle fin dal 1082 a.c.

Ci sono molte teorie fantastiche che popolano la tradizione letteraria cinese. Alcuni scrittori ritenevano che le perle fossero nate dal cervello di un drago fantastico. Altri scrissero che furono particolarmente abbondanti durante il regno di illustri imperatori e che venissero usate come amuleti contro gli incendi ed altre catastrofi.
Allusioni curiose si riferiscono a perle così brillanti da essere visibili fino a migliaia di chilometri, o grazie alle quali era possibile cucinare il riso.

Le perle cinesi sono di ottima qualità, e, specialmente nelle regioni meridionali, le condizioni per la formazione di perle sono ideali. Gli spazi sconfinati di questo paese presentano molteplici tipologie di acque che danno vita a moltissime varietà di ostriche. Ancora oggi la Cina produce il 96% delle perle vendute in tutto il mondo.

Le perle d’acqua dolce vengono raccolte da più di tremila anni e non solo per essere destinati all’arte orafa. La medicina tradizionale cinese utilizza l’ingestione di polvere di perla come trattamento contro patologie quali epilessia, convulsioni, ipertensione, insonnia e palpitazioni. I medici tradizionali cinesi suggerivano inoltre la polvere di perla per migliorare la vista e rilassare i nervi. E all’epoca dell’antica dinastia Ming il famoso dottore Li Shizhen inserì la polvere di perla nel suo famoso compendio di medicina come rimedio per la salute e la bellezza della pelle.

23
Apr

Perle scaramazze

Uniche e speciali: le perle scaramazze (o barocche) sono perle coltivate dalla forma irregolare. Sono mediamente meno costose rispetto alle perle di forma rotonda, salvo qualche eccezione, come ad esempio le barocche australiane, varietà molto ricercata. Le perle scaramazze sono apprezzate nella creazione di gioielli unici e dal taglio particolarmente creativo, destinati ad un pubblico di conoscitori e collezzionisti che ne apprezza l’imperfezione e l’originalità. Se da un lato sono le più comuni tra quelle di coltura, non per questo si tratta di perle di seconda scelta. La loro bellezza sta nell’unicità: ciascuna perla assume una forma peculiare, e i gioiellieri più esperti la sanno valorizzare  trasformando ciascuna perla in oggetti dalle fogge sorprendenti. Anche il colore assume diverse tonalità difficilmente riscontrabili in una gemma perfettamente sferica.
Chi ama le perle barocche dimostra di avere personalità e carattere e di amare la natura nelle sue forme più selvagge.

Le perle scaramazze hanno difficilmente forma sferica, (più comune trovarle di forma ovoidale) e dimensioni mediamente maggiori rispetto alle altre perle. Questo significa che possono essere indossate come gemme uniche su accessori o gioielli, senza per questo dover costare una fortuna.

Nel XVI secolo, periodo in cui le perle scaramazze venivano scartate in favore di quelle a forma sferica e perfetta, si verificò un’eccedenza di queste gemme, tanto che i mercanti cercarono di reintrodurle nel mercato. Il fascino per queste perle di diffuse dapprima nei paesi fiamminghi per poi propagarsi nel resto d’Europa. Di questo florido periodo per le perle scaramazze molto è andato perduto ma ancora oggi sono rimasti mirabili esempi di gioielleria come questo meravoglioso pendente di manifattura fiamminga risalente al XVI secolo, ora conservato nella collezione di Christie’s a Ginevra…

Pendente con perla scaramazza del XVI secolo

…o come questo sorprendente oggetto di manifattura anch’esso risalente a quell’epoca e conservato oggi al Victoria and Albert Museum-Londra.

manifattura fiamminga XVII secolo

Dal XVI al XVII secolo, le scaramazze, oltre ad essere largamente utilizzate in gioielleria, diventano veri e propri oggetti da collezionismo.

Nel XIX e XX secolo era diffusa consuetudine per gli uomini indossare fermacravatte con perle barocche. Tornano in auge per un breve periodo nel XX secolo grazie all’Art Nouveau ma in seguito, con l’avvento delle perle di coltura, il gusto muta nuovamente, e le più ricercate tornano ad essere le perle di forma perfettamente sferica.

Negli anni settanta e ottanta, decenni in cui i prezzi delle perle crescono notevolmente, le perle scaramazze tornano in voga per via della loro accessibilità.

Ancora oggi le perle barocche sono apprezzate per il loro carattere originale e spontaneo, espressione di una natura più autentica e genuina.

Gioiellieri di fama internazionale continuano a trarre ispirazione dalle forme di queste perle per dare vita ad oggetti raffiguranti frutti o animali fantastici. Come ad esempio questo gioiello appartenente alla collezione “Animalier Collection” di Giammaria Buccellati

Animalier Collection Buccellati

21
Apr

Tema nuziale con le perle

 

Le perle nel giorno del matrimonio rappresentano una tradizione consolidata in diverse culture e fin dai tempi più antichi. Un tempo la collana di perle veniva passata di madre in figlia perchè quest’ultima la indossasse nel giorno più importante. I greci credevano che queste gemme portassero armonia nella coppia. Anche in età vittoriana le perle al matrimonio erano una consuetudine molto diffusa. Solo in alcune culture, come la nostra (come anche nelle Filippine e in Messico) si dice che le perle portino lacrime. Ma l’ostacolo è facilmente aggirabile visto che tale credenza ha validità solo quando queste vengono regalate.

segnaposto con le perle

Allora nulla impedisce anche agli sposi più scaramantici di farne il tema dominante di tutta la festa, dai gioielli della sposa, agli addobbi fino ad arrivare ai dolci. Le perle sono da sempre simbolo di armonia, modestia e purezza e, superstizione o meno, sono in grado di donare come poche altre gemme quel tocco di splendore e poesia al giorno più importante nella vita di una donna.

orecchini di perle

Un filo di perle rappresenta per la sposa il gioiello più elegante e sofisticato. Ma anche lo sposo può indossare delle perle, per esempio come gemelli. La luce delle perle può risplendere sull’acconciatura della sposa come sul suo velo.

gemelli per lo sposo

Autentiche indosso agli sposi o di imitazione per le decorazioni floreali, le perle doneranno un look classico ed elegante alla festa, sui segnaposto, sulle bomboniere, le partecipazioni, i banchi della chiesa e, perchè no, anche sulla torta.

Segnaposto con le perle

Torta nuziale con le perle

 

Dolci con le perle

Torta nuziale con le perle

19
Apr

 

consigli per una corretta pulizia delle vostre perle

Quando ho pensato di creare un blog totalmente dedicato alle perle sono stato spinto fondamentalmente dalla voglia di “sapere e far sapere”, ovvero di condividere con voi le mie conoscenze, felice di aiutarvi ad amare e rispettare queste gemme.
Mi è già capitato in questa sede di trattare delle pratiche per la cura delle perle, ma oggi desidero porre l’accento su un aspetto in particolare, ovvero le buone norme di pulizia, per far si che le vostre perle restino sempre al loro massimo splendore. Il fascino delle perle sta forse proprio nel loro essere preziose, delicate e “vive”.
E sono queste stesse qualità a renderle oggetti bisognosi di “attenzioni particolari”, aspetto che talvolta tende ad intimorire chi per la prima volta si approccia all’acquisto di queste gemme.
Si tratta di pratiche semplici che non richiedono grandi conoscenze, solo un po di costanza e qualche piccola cautela.
Nei corsi che tengo mi piace paragonare le perle ad un bel capo di cachemire. Son certo nessuno si sognerebbe di infilarlo in lavatrice a 100 °!
Allo stesso modo non bisogna temere di indossare delle perle, se si avrà l’accortezza di riservare loro qualche cura che non ci richiederà grande dispendio di tempo ne di energia.
Ecco una procedura semplice ma efficace per pulire le vostre perle:

 

Riempite una bacinella con acqua ed un tappo di shampoo delicato o detersivo neutro (tipo lanolina)
Immergetevi le perle e rimuovete lo sporco superficiale strofinando delicatamente
Potete aiutarvi con uno spazzolino dalle setole molto morbide, come quelle che si utilizzano per pettinare i neonati.
In questo modo sarete in grado di pulire con efficacia anche i punti più difficili (nei fili di perle ad esempio lo sporco e le impurità tendono ad accumularsi in prossimità dei nodi) senza danneggiare le perle.

 

Sostanze come sudorazione unita alla polvere e/o a residui di cosmetici possono intaccarne la superficie, ecco perchè una pulizia periodica e accurata evita quella che viene definita “morte della perla” ovvero l’essiccazione dei pigmenti che la rende opaca ed incolore.
Ogni volta che le riponete dopo averle indossate abbiate l’accortezza di strofinarle delicatamente con un panno morbido, in modo da evitare l’accumulo di prodotti per il corpo che possono attirare sostanze dannose come inquinamento, fumo, polvere, e così via.

Ricordate inoltre di indossarle periodicamente, non solo ai matrimoni.
Un filo di perle è adatto anche con un paio di jeans o abbigliamento casual.

15
Apr

La perla Abernathy

Le perle sono da sempre tra le gemme più ricercate e venerate ed il fascino che queste hanno esercitato nei secoli su personaggi più o meno noti è tuttora indiscusso. Certamente l’avvento delle perle di coltura ha reso più accessibili queste gemme che prima erano di appannaggio di una ristretta elite di fortunati.
Le perle naturali che rivestano un valore commerciale, formatesi all’interno dell’ostrica in modo accidentale, dunque senza alcun intervento da parte dell’uomo, sono estremamente rare. E la storia di questa gemma è costellata di esempi passati alla storia per la loro rarità ed inestimabile valore. Oggi desidero parlarvi di Abernathy, soprannominata affettuosamente “little Willie”.
E’ stata trovata nel fiume Tay, un fiume dalle acque piuttosto agitate. Prende il nome di Abernathy (così come il soprannome) dal pescatore di perle che l’ha scoperta nel 1967: William Abernathy.
La Scozia è da sempre famosa per le sue perle d’acqua dolce, e alcuni storici sostengono che sia stata proprio l’alta qualità di queste perle, una delle principali ragioni che portarono Giulio Cesare ad invadere la Gran Bretagna.
L’eccezionalità della perla Abernathy non sta solo nelle sue notevoli dimensioni ma anche nella forma, nel colore e nella superficie eccezionalmente luminosa. E’ proprio la combinazione di tutte queste caratteristiche l’ha resa una delle perle più famose al mondo.
Non necessariamente le dimensioni sono indice di qualità e valore in una perla, che devono essere rapportate anche al peso. Così può capitare che perle di minori dimensioni rivestano un valore maggiore di altre più grandi, proprio in virtù della migliore qualità della loro massa. Abernathy ha un diametro di circa 12,5 mm che la rende una perla di medie dimensioni, se paragonata ad altre perle naturali. Il peso è di 2,2 gr, equivalente a 11 carati.
La forma di Abernathy è perfettamente sferica, la forma più desiderabile per una perla, ma estremamente rara nelle perle naturali d’acqua dolce.
Il colore è di base bianca con una leggera sfumatura rosa.
La lucentezza, piu apprezzata tra tutti i fattori che determinano la bellezza di una perla, è notevole, quasi paragonabile a quella di una perla di acqua salata.
Prendiamo infine in analisi l’ultima tra le caratteristiche che rendono tale una perla di qualità: le imperfezioni sulla superficie.
Abernathy è apparentemente priva di imperfezioni, ovvero non presenta difetti visibili ad occhio nudo.
Dopo la sua scoperta nel 1967,  Abernathy  fu venduta per una somma non precisata ai proprietari della gioielleria Cairncross di Perth, che l’hanno messa in esposizione permanente presso il loro negozio. Da allora la gemma è stata visitata da una moltitudine di visitatori provenienti da tutto il Regno Unito e non solo. Le voci in circolazione che volevano la perla venduta nel 1992 risultano infondate. Attualmente la gioielleria Cairncross è una delle uniche due gioiellerie in possesso della licenza rilasciata dalla SNH che permette la vendita di perle pescate prima del 1998 (anno in cui le ostriche d’acqua dolce hanno guadagnato piena protezione in qualità di specie in via di estinzione)