Archivio di maggio 2012

30
Mag

Perle di Majorca

Dietro questo nome suggestivo si nascondono perle d’imitazione create con un particolare procedimento in uso fin dall’inizio del XX secolo che consiste nella ricopertura di sfere, che possono essere di vetro o porcellana, per mezzo di un materiale chiamato Essenza d’oriente. L’essenza d’oriente è una sostanza iridescente costituita da una sospensione di guanina (microscopici cristalli provenienti dalle membrane di rivestimento delle squame dei pesci) in un liquido organico, solitamente nitrato di cellulosa, che ha funzione indurente.

Prima che venisse adottato questo metodo le perle di imitazione anzichè essere rivestite venivano riempite con vari materiali.

Il nome “perle di Majorca” e’ stato coniato dall’azienda spagnola che ha sede nell’isola omonima e che le produce fin dal 1890: la Majorica S.A.

Le differenze tra una perla di Majorca ed una di coltura sono molteplici: le prime sono prodotte da mano umana e come tali seguono i rigidi controlli del processo manifatturiero, mentre le perle di coltura sono prodotti naturali, e sfuggendo al controllo umano, sono soggette a imperfezioni e irregolarità. Una perla di coltura impiega anni a formarsi e solo il 5% delle perle ottenute è costituito da gemme di valore. La fabbricazione di una perla di Majorca, invece, ha una durata di appena qualche settimana. Come ogni prodotto fatto in serie queste ultime non hanno peculiarità e sono perfettamente identiche tra di loro mentre non troveremo mai una perla di coltura uguale ad un’altra. I difetti in questo caso diventano la caratteristica che le rende preziose.

E’ possibile distinguere una perla di Majorca da una di coltura anche da occhio nudo e senza essere particolarmente esperti. Si riconoscono dal peso, dalla rotondità perfetta e dal foro. E’ sufficiente una lente a 10x per notare come in prossimità del foro la pellicola di collanti si sfaldi e venga via dal nucleo.

La credenza comune che le perle di Majorca siano necessariamente più economiche non è del tutto veritiera. Oggigiorno infatti è possibile acquistare un filo di perle prodotte con tecnica naturale, a costi anche inferiori a quelli di un filo di perle di Majorca.

27
Mag

Un diamante è per sempre, dicono, ma le perle sono riconosciute come gemme di valore da tempi molto più antichi di qualsiasi altra pietra preziosa.

Innumerevoli documenti testimoniano come il Golfo Arabo abbia custodito i più grandi e antichi giacimenti di perle naturali del mondo.

Perle naturali del golfo arabo

Questa regione, ed in particolare il Golfo di Mannar, tra l’India e lo Sri Lanka, è stata il centro dell’industria perlifera per più di 4000 anni, assieme al Golfo Arabo e alla regione del Mar Rosso. Tale commercio di basava su una particolare specie di ostrica denominata Pinctada Radiata.
Il mix unico di acque dolci e salate che circonda il Bahrain è uno dei segreti della qualità eccezionale delle perle del Golfo Persico.
Le perle naturali sono tra i prodotti della natura più preziosi sulla terra, talmente ricercate e costose che Giulio Cesare proibì alle donne al di sotto di un certo rango di indossarne.
Uomini di ogni sorta popolano le pagine della storia delle perle. Re, principi indiani e maraja le hanno corteggiate instancabilmente.

Il Maraja di Baroda

“Le perle sono come una donna. Una volta scoperta, non smetterai mai di amarla” disse una volta Yvonne Hammouda-Eyre

La storia delle perle è costellata di segreti svelati. Comprensibilmente, un commercio che mantiene i suoi segreti per migliaia di anni, non li svelerà certo senza un motivo. 
Queste informazioni ci sono pervenute a caro prezzo. Andare a caccia di perle naturali nei tempi passati era un mestiere estremamente pericoloso. Nella storia delle perle e della conquista della “perla perfetta”, innumerevoli uomini hanno perso la vita.
I palombari di Torres Straits per esempio erano considerati i più abili del mondo, in grado di restare in apnea per più di due o tre minuti.
La storia del commercio di perle non è per nulla un giardino fiorito. Ma è la storia estremamente affascinante di un commercio leggendario basato su un dramma cosparso di sangue, incidente dopo incidente, mischie e addirittura assassini.
Oggi le persone preferiscono usare termini scientifici piuttosto che romantici per descrivere queste gemme. Parlano di “simmetria” piuttosto che di “forma”, di “superficie” piuttosto che di “aspetto”.
Ma si può dire in un certo senso che i termini romantici sono più “accurati”, poiché sono evocativi e  permettono di descrivere più precisamente ciò che si vede e si prova guardando una perla.

23
Mag

Come scegliere una perla

Oggi si può contare su un’ampia varietà di perle coltivate sul mercato. Possiamo scegliere tra perle di svariate dimensioni, forma e colore. Ne esistono di molto interessanti e di alta qualità praticamente per ogni fascia di prezzo.
Le perle di coltura d’acqua dolce cinesi, per esempio, si possono trovare in una stupefacente varietà di colori e sfumature brillanti, non disponibili nei tradizionali fili  giapponesi Akoya rotonde.

A prezzi molto accessibili possiamo avere buone perle barocche d’acqua dolce di diverse dimensioni.
Finanche le costose, ambite e rarissime perle dei mari del sud South-sea e Tahiti, possono diventare accessibili se solo si allarga la conoscenza a forme e colori meno comuni ma ugualmente molto interessanti. E’ sempre bene ricordare che nell’offerta delle perle il colore bianco e la forma rotonda sono più rare e di conseguenza quando si sceglie una gemma con queste caratteristiche il costo sarà mediamente più alto.

Di seguito alcuni importanti parametri di base che ci aiuteranno a comprendere e ad avvicinarci con maggiore confidenza a queste gemme meravigliose.

COLORE:

Perle South-sea dorate

Quando si parla di colore, si devono considerare due aspetti.
Colore del corpo e ipertono.
L’ipertono non è sempre evidente, soprattutto quando è simile al colore del corpo stesso. A volte può essere visto come una lucentezza o un insieme di colore secondario visibile in superficie.
I colori più conosciuti sono bianco, crema e rosa. In genere quando si parla di perle “rosé’“, s’identifica il colore “rosa e/o crema”. Sfumature argento, crema o rosa, sono solitamente ben accette e favorevolmente considerate.

Tra le perle nere (che siano naturali o tinte), i colori più conosciuti e richiesti sono grigio e blu nelle loro svariate intensità di tono e sfumature che possono andare dal verde al rosa all’argento

Perle Akoya Nere

Un altro colore particolarmente diffuso nelle produzioni delle perle il giallo. E’ presente in tonalità molto diverse, tra cui quella denominata “gold” che essendo più rara ha solitamente costi maggiori rispetto alle altre.

In passato il giallo e le sue svariate tonalità è stato tradizionalmente poco promosso perché ritenuto erroneamente poco desiderabile probabilmente a causa di una preferenza culturale che si riferiva maggiormente alle perle bianche e/o rosa provenienti dal Giappone.
Oggi che la conoscenza delle perle è molto più diffusa e approfondita, vengono  apprezzati anche i colori diversi dal bianco. La scelta del colore è sempre molto soggettiva e varia anche in base alla tonalità della pelle di chi le indossa.

LUCE:
La luminosità è una caratteristica molto influente nella scelta di una perla. Probabilmente la più importante! Se guardando una perla, vedremo la nostra immagine nitidamente riflessa possiamo considerare di trovarci di fronte ad una gemma di buona qualità. Più chiara sarà l’immagine riflessa, maggiore è la luminosità. Lucentezza elevata corrisponde normalmente ad alta qualità ed è spesso (ma non sempre) indicativo di un ottimo spessore madreperlaceo.

SPESSORE DELLA COLTIVAZIONE (Nacre):
Si fa riferimento alla quantità di Nacre che avvolge il nucleo di madreperla (Akoya, South-sea e Tahiti e in alcuni casi anche fresh-water). Le perle fresh-water sono perlopiù prodotte senza un nucleo rigido e sono quindi quasi totalmente composte di Nacre al pari d’una perla naturale. In questo caso per il consumatore non sarà semplice verificare la qualità e la bontà della coltivazione. Si deve quindi affidare alla serietà del venditore che a sua volta dovrà rilasciare un certificato di garanzia e qualità.

SUPERFICIE:
Le caratteristiche presenti sulla superficie delle perle se naturali non sono da identificarsi come un problema. La maggior parte delle perle ha caratteristiche naturali (inclusioni e/o baroccature). Quando si selezionano per comporre collane o gioielli generalmente si pratica il foro in prossimità della caratteristica più evidente affinché non risulti visibile.
Maggior è il grado di pulizia di superficie maggiore sarà il valore.

FORMA:

Perle scaramazze

Quella rotonda è la più desiderata da sempre. E’ giusto sapere che si tratta di una delle tantissime forme possibili ed essendo una delle più ricercate e rare ha ovviamente un costo maggiore rispetto ad altre quali semi-rotonde, bottoni, ovali e barocche. Anche in questo caso, come in quello del colore, la scelta è molto soggettiva e il valore sarà determinato dalla rarità.
Ci sono però buone notizie per chi ama le perle rotonde: negli ultimi anni i cinesi hanno coltivato con successo in acqua dolce perle bianche quasi rotonde. È necessario guardarle molto da vicino per notare che non sono perfettamente sferiche. Oggi queste perle sono regolarmente disponibili in dimensioni superiori a 6 o 7 mm. In genere hanno una lucentezza più soft rispetto alle più note giapponesi. Sono molto belle e di ottima qualità e oltretutto risultano essere un ottimo compromesso qualora il nostro budget fosse più limitato.

DIAMETRO:
A parità di qualità il diametro è molto importante nell’identificazione del valore. Una dimensione maggiore è normalmente più costosa rispetto ad una più piccola salvo rarissime eccezioni quale diametri piccolissimi particolarmente rari così da risultare più costosi di altri più grandi.

VALORIZZAZIONE DEL COLORE E TRATTAMENTI:
E’ abbastanza frequente nelle perle coltivate bianche un trattamento di colore “stabilizzante” più comunemente noto come sbiancamento. La finalità è di compensare gli eventuali cambiamenti che potrebbero verificarsi a causa della foratura.
Non ha alcun effetto sul valore di una perla e il potenziale miglioramento del colore è molto leggero. Il colore dell’ipertono non può essere migliorato ne tantomeno modificato.

19
Mag

perle nell'iconografia sacra

La perla nella lunga tradizione cristiana ha assunto significati e simbologie differenti a seconda delle epoche e non può prescindere dall’eredità lasciatale dalla mitologia pagana. Una tra tutte, basti pensare a Venere, dea dell’Amore, della Bellezza e Fertilità. Essa nasce da una conchiglia bivalve, fecondata dalla spuma del mare. Talvolta viene rappresentata adorna di perle sui capelli o ai lobi delle orecchie, soprattutto in epoca rinascimentale.

Durante il medioevo la perla è portatrice di significati più cupi, talvolta un presagio di disgrazia, altre volte simboleggia le lacrime della Madonna, soprattutto le perle con la caratteristica forma a goccia. E’ in questo periodo che assistiamo a numerose rappresentazioni sacre del Cristo o della Madonna le cui lacrime assumono la forma di una perla vera e propria.
Nell’arte orafa cristiana invece, vengono usate abbondantemente per adornare oggetti sacri. In questo caso la perla viene associata ala regalità e alla divinità di Cristo.

Corona del sacro romano impero

Tra il II e III secolo d.C. una piccola opera intitolata “Il Fisiologo”, che contiene la descrizione di animali e piante in chiave allegorica e che ha avuto molta fortuna in epoca medievale tanto da vantare numerose imitazioni, parla a lungo della simbologia della perla. Pur non essendo un’opera strettamente cristiana, attinge abbondantemente anche dalle sacre scritture. Qui la perla viene generata da un’ostrica, che emergendo dal mare nelle prime ore del mattino, apre le valve e assorbe la rugiada e i raggi del sole e della luna, che assieme danno vita alla perla.
Nel Vangelo secondo Giovanni, la perla è simbolo dello stesso Gesu Cristo, la ricompensa per i palombari/profeti che si tufferanno nel mare/mondo per procurarsi la pietra preziosa e accogliere così Gesu Cristo dopo essersi spogliati di tutti i propri averi.
Nelle parabole dello stesso Gesu la perla viene associata a ciò che è prezioso, difficile da trovare, e degno di essere custodito. Proprio come  il regno dei cieli, la cui ricerca “è simile a un mercante che va in cerca di perle , trova una perla di grande valore, vende tutti i suoi averi e la compra”.
Sant’Efremi il Siro, in piena epoca Costantiniana, produsse numerosi testi che testimoniano una fede cristiana ancora primitiva ma vibrante, in tali scritti diede vita a una vera e propria teologia della perla in cui la gemma rappresenta in pieno il mistero di Dio in virtu della perfezione della forma sferica e della superficie illuminata e sfuggente ad uno sguardo complessivo, proprio come il Mistero di Cristo.
Dall’epoca rinascimentale in poi la perla nell’arte cattolica (a differenza di quella profana in cui le perle sono simbolo di ricchezza e potere) adorna le vesti e i capelli nelle rappresentazioni delle sante, simbolo di castità e di purezza d’anima, e vengono riprese anche da ricche signore e regnanti che ne fanno uno dei preziosi prediletti per adornare vesti in virtù di una femminilità eterea, quasi lunare e innaturale.

Perle nelle rappresentazioni della Vergine

17
Mag

Perle Akoya

Sono perle d’acqua salata, coltivate storicamente nei mari del Giappone, ma diffusesi ultimamente anche in Cina, Vietnam e Korea del Sud. Sono le perle considerate “classiche”, quelle più apprezzate dalla gioielleria e le più adatte per i braccialetti o il classico filo di perle. Il loro diametro è limitato, va dai 2 ai 10 mm al massimo, ma le caratteristiche che le rendono così apprezzate sono la lucentezza e perfezione della superficie. Generalmente l’80% di queste perle di coltura risulta quasi totalmente privo di caratteristiche naturali ed evidenti imperfezioni di superficie e per la maggior parte si tratta di perle dalla forma sferica (in percentuale molto maggiore rispetto alle perle coltivate dei mari del sud o d’acqua dolce). Anch’esse possono comunque assumere forme differenti: a goccia, ovale o a bottone. Sono di colore bianco con sfumature che vanno dal crema al rosa o il classico argentato. Più raramente assumono anche toni dorate. Il loro prezzo è generalmente maggiore rispetto alle perle d’acqua dolce (anche in virtù del fatto che vengono prodotte in numero minore , considerato che l’ostrica Akoya è un mollusco relativamente produttivo).
Si tratta di perle nucleate rese popolari all’inizio del 1900 grazie al metodo di coltivazione introdotto da Kokichi Mikimoto. L’ostrica da cui provengono è la Pinctada martensiide fucata, un mollusco di modeste dimensioni che rispetto alle altre varietà può sopportare fino ad un massimo di 3 nuclei innestati contemporaneamente. Il numerò di innesti andrà comunque a variare in base alle dimensioni delle perle che si desidera ottenere.

Le Akoya sono ostriche di dimensioni relativamente modeste

Il metodo di coltivazione delle perle Akoya è il medesimo di quello delle perle d’acqua dolce e consiste nell’innesto del frammento di tessuto dell’ostrica donatrice nella gonade (l’organo sessuale dell’ostrica). A differenza di queste ultime però, le perle Akoya hanno dimensioni mediamente maggiori.
I tempi di maturazione variano dagli 8 mesi ai 2 anni, solitamente i coltivatori attendono minimo un anno per procedere con il raccolto, in virtù del fatto che il tempo è uno dei fattori che contribuisce ad aumentare le dimensioni della gemma. Altri fattori sono la temperatura dell’acuqa (le ostriche Akoya prediligono ambienti freddi, comunque non inferiore ai 13 °) e le metodologie di allevamento. Generalmente il nacre più pregiato si ottiene quando le temperature scendono lentamente dai 20 ai 15 cm.