Archivio di settembre 2012

27
Set

Le perle adornano da secoli il collo di nobili, re e regine, ma il loro uso non è mai stato legato strettamente solo al mondo della gioielleria, al contrario le perle – e la madreperla – sono impiegate da secoli in moltissimi altri campi come in medicina, cosmesi e vernici.

Lo smalto Gofun è un prodotto tipico di Kyoto con una lunga storia alle spalle: l’azienda di produzione, la Ueba Esou, fu fondata nel lontano 1751 e da allora produce vernici e pitture di alta qualità a base di polvere di madreperla (da qui il termine Gofun).

Usate principalmente per dipingere pregiate bambole di porcellana, maschere per il teatro e soffitti di templi e santuari, questa particolare vernice è diventata uno smalto adatto alla cura delle unghie grazie agli ingredienti totalmente naturali usati nella sua produzione, che lo rendono adatto a chiunque, dalle donne incinte, agli anziani, ai bambini.

L’assenza di solventi e siliconi ne assicura la totale assenza di odore e la grande traspirabilità oltre a tempi di asciugatura molto brevi. Le sue qualità a impatto ecologico quasi nullo ne fanno un prodotto naturale da usare senza avanzarne residui, diventando per questi validi motivi un perfetto souvenir della città di Kyoto e un bellissimo regalo.

24
Set

Le perle, oltre ad essere straordinarie bellezze naturali, hanno sempre saputo ammantare le proprie origini e la propria storia con un velo di mistero e leggenda, che affascina gli uomini da secoli.

Una delle leggende più affascinanti è sicuramente quella che ha per protagonista Cleopatra, l’ultima sovrana d’Egitto e di fatto la più famosa della storia: la leggenda narra di una scommessa fatta con il suo amante, Marco Antonio, per dimostrare il potere e la ricchezza che la regina possedeva con un solo pasto che sarebbe dovuto costare ben 10 milioni di sesterzi.

Secondo la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio Cleopatra fece servire la seconda portata del banchetto, presentando agli ospiti un grande vassoio che reggeva un contenitore ricolmo di aceto nel quale sciolse, con grande sorpresa di Marco Antonio, una perla, per poi berla davanti agli invitati.

La perla era, secondo il famoso storico, “la più grossa di tutta la storia, un lavoro notevole e unico nella natura” del valore di 10 milioni di sesterzi; anche se questo episodio è considerato dagli storici solo frutto della fantasia, seduce ora come seduceva nei tempi antichi.

Però, dopo vari esperimenti condotti sulle perle e sulla loro composizione in relazione agli acidi dell’aceto, questo determinato avvenimento sembra essere molto plausibile, cancellando ancora una volta quella sottile linea che divide storia e leggenda, e ponendo l’accento sulla straordinaria astuzia e intelligenza di una delle donne più famose della storia.

20
Set

Tra le tante tipologie di perle coltivate ne esiste una molto particolare, non solo per la sua forma emisferica ma anche per il metodo di coltivazione e di trattamento, che dà come risultato finale la così detta tipologia Mabé.

Al contrario delle “comuni” perle coltivate, le perle Mabé nascono come protuberanze dello strato interno di madreperla del mollusco, causate da parassiti esterni che provocano un’irritazione: il mollusco, per proteggersi e calmare l’irritazione, ricopre il corpo estraneo con molti strati di nacre creando così la così detta “bolla di madreperla“.

Tramite l’inserimento di un irritante di forma emisferica, il mollusco viene stimolato nella produzione di madreperla attorno ad esso e, dopo un periodo di tempo che va da 8 a 12 mesi, il mollusco viene aperto e lo strato interno di madreperla insieme alla perla blister – o bolla – viene asportato e la perla emisferica viene tagliata in maniera circolare.

La perla blister non è ancora a tutti gli effetti una perla Mabé, perchè necessita ancora di alcuni trattamenti: una volta tagliata, la perla viene privata del suo nucleo fittizio per poi essere trattata con resine particolari e madreperla pura e, infine, lisciata.

Dopo tutti questi passaggi la perla Mabé è completa. Nonostante quest’origine particolare e la sua composizione non del tutto naturale, questo tipo di perle è molto usato in gioielleria, soprattutto su anelli e orecchini, e nel corso degli anni si è guadagnata il riconoscimento come “simbolo di eleganza esclusiva ed elitaria” non solo tra le donne adulte, ma anche tra adolescenti e anche uomini.

18
Set

La natura è capace di donare all’uomo magnifiche creazioni, capolavori naturali come le perle nate da un semplice mollusco: la perla Gogibus è uno di questi straordinari esemplari.

perla Gogibus

perla Gogibus

Con un peso di ben 126 carati, questa perla a forma di pera era di proprietà di un mercante, Francois Gogibus nativo di Calais, che la portò dall’India all’Europa nel 1620; questo mercante vendetta la perla a Filippo IV di Spagna, che la fece montare come prezioso bottone per chiudere il mantello reale.

Questa perla fu una grande scommessa per Gogibus, il quale puntò tutto quello che possedeva per investirlo su questa straordinaria bellezza naturale: molti mercanti preferivano investire un po’ alla volta in questo campo, perchè non sempre la ricompensa era sicura.

Ma Gogibus seppe vendere molto bene il proprio prodotto, rispondendo in maniera saggia alla domanda di Filippo sul perchè avesse investito tutto su una sola perla dicendo che “sapeva che c’era un re di Spagna disposto a comprarla da me”, vedendo ricompensata la propria fiducia con l’acquisto della perla che prese il suo nome.

13
Set

La natura è in grado di creare cose magnifiche, delle quali l’uomo ha spesso il privilegio di godere: la creazione di una perla è di per se un una cosa straordinaria, ma qualche volta la natura supera se stessa dando alla luce esemplari di straordinaria bellezza e pregio.

La famosa perla Pellegrina, da non confondere con la Peregrina, è una di questi esemplari.

Pescata al largo delle coste dell’America del Sud, faceva originariamente parte dei gioielli della corona Spagnola e fu portata dall’India alla Russia nel 18° secolo. Nonostante gli archivi storici relativi a questa perla la descrivano in modo molto simile alla “Reina de Perlas“, i Francesi non hanno calmato le loro pretese che la vogliono originariamente parte dei gioielli della corona Francese.

A causa della stessa denominazione data alla perla Zozima, le loro storie sono state intrecciate e diluite l’una nell’altra, rimanendo uno dei misteri più grandi nel mondo delle perle, anche a causa della mancanza di prove reali per determinare la vera storia di entrambe.

Dopo anni passati discretamente nascosta nella collezione di un collezionista, La Pellegrina riemerge dal suo anonimato nel 1987, per essere affidata alla famosa casa d’Aste Christie ed essere messa all’asta: questa perla eccezionale viene venduta per ben 463.800$.