Archivio di ottobre 2012

30
Ott

Già di per sé la natura è una continua sorpresa, in costante rinnovamento e quindi fonte di nuove straordinarie scoperte per l’uomo: il ritrovamento quasi prodigioso di una sola ostrica carica di ben 85 perle naturali non può far altro che riconfermare le straordinarie potenzialità della natura stessa.

Ritrovata circa 20 anni fa da Giampiero Piva in Egitto, al largo del Mar Rosso, questa straordinaria ostrica, una Pinctada Margaritifera Erythrensis, proteggeva al proprio interno un tesoro veramente unico, un gruppo di 85 perle naturali – alcune mature, altre invece in via di sviluppo – più svariate formazioni calcaree sulla superficie di entrambi i gusci.

Solo un’ostrica su 10.000 produce una perla naturale, e di queste solo una piccolissima parte ha le caratteristiche giuste e un’aspetto appetibile per entrare in commercio, con una probabilità di 1 su un milione di trovare una perla perfetta.

Nonostante non sia il primo caso documentato, questo è di sicuro il più particolare mai ritrovato ed è stato quindi sottoposto ai dovuti studi e controlli, ottenendo certificati e attestati di gemmologia. Anche se il ritrovamento non ha riscontrato nessuna perla di grande valore (solo 5 di dimensioni discrete, tra cui una barocca grigia), questa scoperta ha riconfermato la capacità da parte di questa specifica tipologia di ostrica di produrre più perle contemporaneamente.

Ho incontrato personalmente Giampiero Piva, fotografando io stesso la straordinaria ostrica e alcune delle sue perle – come si potrà notare dalle foto -, e la cosa che mi ha sorpreso più di tutte non è stata tanto l’ostrica in se ma il lato umano del possessore, il quale ha dimostrato una grande sensibilità nei confronti del nei confronti del mare e dei suoi frutti, come l’ostrica che lui stesso ha pescato.

25
Ott

La coltivazione delle perle ha risolto il grande problema della rarità di questi grandi tesori naturali, rendendole così facilmente ottenibili. Ma ancora oggi esistono letti di ostriche che producono perle senza nessun aiuto da parte dell’uomo, luoghi come Golfo Persico, Sri Lanka o Mar Rosso.

Il mollusco che produce queste rare bellezze è la Pinctada Margaritifera Erythrensis, presente al giorno d’oggi nel Golfo del Manaar, Golfo Persico e Mar Rosso. Nonostante la maggior parte delle perle di questa tipologia in commercio siano per lo più antiche, ancora oggi questi molluschi producono perle di una tale perfezione da lasciare senza fiato.

In questi luoghi incontaminati vengono prodotte le perle naturali più rare e belle al mondo, con altissime quotazioni di mercato nonostante sia molto difficile stabilire dei parametri fissi per valutare peso e grandezza.

La colorazione è bianca con sotto toni che posso variare dal bianco panna, bianco roseo, bianco bruno fino ad arrivare ad un bianco argenteo, con una composizione chimica di CaCo+ conchiolina.

Ancora una volta la natura ci sorprende, sopravvivendo alla mano dell’uomo e lasciandoci in eredità un bellissimo tesoro nato proprio dal cuore della natura stessa.

23
Ott

Tra le molteplici tipologie di perle naturali che si possono trovare, ce n’è un particolare tipo, molto ricercato per il suo particolare colore e l’estrema rarità: le perle Abalone.

Questo tipo di perle nasce dal mollusco gastropoda Haliotis, particolarmente diffuso in Australia e Nuova Zelanda grazie anche all’efficace marketing effettuato dall’azienda Eyris Blue Pearl Company, che ha promosso queste meravigliose perle.

La bellezza di queste straordinarie perle è determinata dalla combinazione delle varie sfumature che lo strato di madreperla assume durante la sua creazione: blu, lavanda, arancione, verde, rosa e argento, i quali possono dar vita a riflessi e perlescenze davvero prodigiose e di rara bellezza.

La coltivazione di questa perla è assai difficile a causa della natura molto delicata del mollusco che la produce. Ciò nonostante, una tipologia di coltivazione è riuscita: le perle Mabe di Abalone, perchè crescono sul guscio interno e non intaccano quindi la delicata costituzione del mollusco.

Pertanto, le normali perle di questa tipologia sono ancora una volta lasciate alla volontà della natura, aumentandone ancora di più la rarità; la loro diffusione, per ora, è molto solida solo in Australia e Nuova Zelanda, ma il successo in Europa è previsto e quasi assicurato grazie alla straordinaria bellezza di questi tesori naturali.

18
Ott

La natura è imprevedibile e affascinante, ed è capace di creare cose straordinarie come le perle. Ma non tutte le perle sono come le immaginiamo, bianche, eteree e ricoperte da uno spesso strato di madreperla.

Le perle Melo Melo sono perle particolari che, come le perle Conch, non hanno uno strato di madreperla a caratterizzarle bensì uno strato di concrezione calcarea che può variare dal marrone scuro all’arancione con un diametro da 8 a 40 millimetri.

Analogamente a tutte le altre perle, questa particolare tipologia nasce in maniera del tutto spontanea e casuale come naturale reazione di difesa nei confronti di un corpo estraneo, il quale provoca un’irritazione nel mollusco.

Oltre alla conformazione e alla colorazione, il particolare importante che differenzia le perle Melo Melo dalle altre tipologie è il mollusco che le produce: non è un ostrica il creatore, bensì una particolare specie di lumaca, chiamata Melo Melo, che vive principalmente nei mari della Cina del Sud.

La sua rarità è molto nota, tanto da aver generato diverse leggende su queste “perle fiammeggianti” vietnamiti, e il suo ritrovamento è ancora una volta lasciato al caso durante la pesca di questa lumaca dal momento che, come con le perle Conch, la coltivazione non è ancora possibile a causa dei processi di formazione della concrezione calcarea non ancora chiari.

16
Ott

Perfezione, eleganza, mistero: questi aggettivi definiscono in parte la bellezza delle leggendarie perle Baroda, una delle collane di perle – originariamente a 7 fili – più importanti in tutto il mondo, un tesoro inestimabile di perle naturali che un tempo faceva parte del tesoro Baroda datato all’epoca Mughal.

Insieme al tappeto di perle di Baroda, datato 1865-70 e commissionato come un dono per la tomba del profeta Muhammad, e alla collana a tre fili di diamanti, queste perle furono indossate dal Maharaja Pratapsingh Gaekwar insieme alla moglie Sita Devi, una grande estimatrice di gioielli antichi.

Però, quando in questo campo si parla di perle Baroda, ci si riferisce alla collana a due fili con 68 perle perfettamente graduate e chiusura con diamanti creata da Cartier; mentre dal quarto al settimo filo di perle dell’originaria collana con anello e spilla annessi vennero venduti nella casa d’aste Christie’s per la cifra da capogiro di $7,096,000 nell’aprile del 2007 a New York.

Perle del genere raramente appaiono sul mercato, e questa tipologia caratterizzata da una bellezza ed una perfezione unica ha definitivamente preso la denominazione delle più conosciute.

Nel novembre del 1999 la casa d’aste Christie’s di Ginevra vendette un singolo filo di 41 magnifiche perle, appartenute prima a Maria Antonietta regina di Francia poi a Barbara Hutton erede di Woolworth, per $1,450,000. 5 anni dopo la stessa casa d’aste ha poi battuto un’altra collana, questa volta a due fili e con il doppio delle perle rispetto alla precedente, per l’impressionante cifra di $3,128,520.