Archivio di novembre 2012

29
Nov

Ogni giorno può essere quello buono per una scoperta straordinaria e i ricercatori francesi protagonisti di questa scoperta lo sanno bene di certo: durante uno scavo questi studiosi del Laboratoire Archéologies et Sciences de l’Antiquité hanno portato alla luce la perla più antica del mondo.

Scoperta nell’Emirato di Umm al Quwain in un sito neolitico, questa straordinaria perla è stata datata con il c-14 tra il 5547 e il 5235 a.C. e ha totalmente soppiantato l’idea che la perla più antica del mondo fosse la Jomon, vecchia di 5000 anni, scoperta in Giappone.

“Gemmologi e gioiellieri hanno sempre condiviso l’idea che la perla più vecchia del mondo fosse la preistorica perla Jomon, ritrovata in un sito archeologico in Giappone. Questa scoperta fatta nelle coste a sud-est dell’Arabia ha provato il contrario.” dicono Vincent Charpentier, Sophie Méry e gli altri colleghi del French Foreign Ministry sull’Arabian Archaeology and Epigraphy.

Questa scoperta non ha portato alla luce solamente questa perla di enorme importanza ma anche usi e costumi delle popolazioni che abitavano in era preistorica queste zone: l’origine della pesca alle perle è molto probabilmente iniziata in queste regioni del mondo per ragioni estetiche e cerimoniali, dando quindi la prova tangibile che le perle non erano solo pescate nel Golfo Persiano ma anche sulle coste dell’Oceano Indiano (Mar di Oman e Mar Arabico a largo delle coste di Oman).

27
Nov

Le conchiglie Pinna sono molto famose per essere i “bachi tessitori” del mare, grazie alla loro particolare abilità di produrre il bisso, un materiale tessile totalmente naturale molto pregiato e apprezzato soprattutto nel ricamo. Ma non tutti sanno che questi molluschi sono talvolta in grado di produrre delle perle, chiamate perle Pinna.

Questa specie di conchiglia si può trovare nelle acque del Mar Mediterraneo, Mar Rosso, Oceano pacifico, Oceano Indiano e nelle coste a sud dell’America, ed è in grado di produrre sia perle con nacre sia perle senza il tradizionale strato di madreperla: le prime sono normalmente grigie o nere con sfumature di verde brillante, blu, viola, argento e rosa, mentre le seconde sono marroni con sotto toni aranciati e rosa.

Queste particolari colorazioni sono dovute al colore interno della conchiglia la quale, durante la creazione della perla, lo trasmette sulla superficie di quest’ultima determinandone la particolare colorazione; normalmente di dimensioni molto ridotte, questa particolare tipologia di perla può essere trovata prevalentemente nel Mar Adriatico (con una colorazone solitamente rosata o rossastra) e nelle Isole di Pines, in Nuova Caledonia (dove sono solitamente di colore nero).

A differenza delle perle prodotte dalla tipologia Margaritifera, le quali hanno strati regolari alternati di conchiolina e carbonato, queste hanno una struttura alveolare che si presenta con una texture prismatica piramidale che si irradia dal nucleo verso l’esterno, una struttura cristallina con pareti di conchiolina riempite di carbonato di lime. Una perla di altissima rarità.

22
Nov

Un normale giorno di pesca può trasformarsi in una delle scoperte più importanti nella storia delle perle: il giugno scorso durante una comune battuta di pesca a strascico un pescatore ha rinvenuto una cosa assai insolita fra il raccolto attaccato alla rete, un enorme ostrica fossilizzata.

Dopo essere stato debitamente pulito dagli spessi strati di fango questo preistorico mollusco è stato misurato e datato: largo 17.78 cm e spesso 7.62 cm, questo mollusco fossilizzato ha più di 100 milioni di anni ed è grande 10 volte una comune ostrica.

Il fossile è stato donato al Blue Reef Aquarium di Portsmouth, Hampshire, dove gli esperti potranno studiare l’antico mollusco attraverso i suoi anelli di crescita, esattamente come accade con gli alberi, per poi sottoporlo ad ulteriori analisi dettagliare e ad uno scan MRI per esplorare il suo interno senza utilizzare metodi invasivi.

L’acquariofila Jenna MacFarlane del Blue Reef Aquarium ha spiegato che, in base ai più di 200 anelli rinvenuti sulla superficie ormai rocciosa dell’ostrica, questo esemplare potrebbe essere il più longevo mai scoperto; nonostante le possibilità di trovare qualcosa al suo interno siano abbastanza remote, quest’ostrica potrebbe forse contenere la perla più grande del mondo, grande quanto una pallina da golf in base alle proporzioni del fossile.

Solo una scansione ad MRI potrà svelare il mistero, e quindi non ci resta che attendere riscontri futuri.

20
Nov

Quando si parla di perle Oyster normalmente ci si riferisce a quelle coltivate, ma in natura è ancora possibile trovarne, seppur raramente, nelle ostriche che crescono in maniera spontanea sulle coste ad ovest degli Stati Uniti e del Messico.

Prima che la coltivazione delle perle nascesse tutte le perle provenivano da ritrovamenti effettuati in natura, e, a causa di raccolti smodati e senza freno, queste bellissime gemme naturali hanno più volte rischiato la scomparsa.

Sì dice che per creare un intero filo di perle naturali Oyster servano milioni di ostriche, per questo motivo – anche se forse non si parla di milioni – queste perle sono da sempre molto apprezzate e ricercate, tanto da spingere i migliori intenditori e collezionisti a girare il mondo per averne alcune, muovendo quindi una fetta di mercato dai guadagni e dalle quotazioni imponenti.

Esistono ancora altri letti di ostriche con una lunga tradizione di ritrovamenti, come il Golfo Persiano, il Golfo di Mannar e il Mar Rosso, i quali hanno dominato – e ancora dominano – il mercato perlifero attraverso la storia; con la scoperta delle Americhe di Colombo anche una nuova area di produzione venne scoperta, scatenando quindi una corsa all’esplorazione delle coste Pacifiche in cerca di oro, argento e perle.

Nonostante siano passati molti secoli le perle Oyster sono ancora considerate un tesoro molto prezioso, anche grazie alle molteplici sfumature di colore contenute in una sola perla, giudicate grazie a rarità e bellezza degne della nobiltà.

15
Nov

Solitamente le perle vengono prodotte – o coltivate – da molluschi od ostriche, dai quali nascono le tipologie di perle più conosciute e apprezzate con la tipica composizione in preziosa madreperla. Ma non tutti sanno che anche le comuni vongole sono in grado di produrre perle senza la presenza di nacre.

Teoricamente ogni bivalve potrebbe essere in grado di produrre delle perle, per questo motivo tutte le perle prodotte da qualsiasi tipologia di vongola vengono chiamate “perle Clam“; ciò nonostante questi ritrovamenti sono stati fatti principalmente con la tipologia Meretrix lusoria, una vongola pescata principalmente nelle coste nord-orientali dell’America per essere mangiata.

L’assenza di nacre nella composizione della perla non ne sminuisce certamente il valore, il quale viene smisuratamente compensato non solo dalla rarità ma anche dalla caratteristica struttura che questo tipo di perla possiede: una struttura aghiforme a pilastro che può ricordare vagamente uno schema con tante piccole fiammelle che si irradiano da sotto la superficie della perla.

Oltre a questa particolare conformazione, la più ricercata e quindi di maggior valore, le perle possono avere differenti colorazioni e diverse grandezze tanto da arrivare a calcolare il loro peso in chilogrammi anzichè in carati.