Archivio di gennaio 2014

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Scegli la tua perla con l’aiuto della grafologia

 

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Tipo Pensiero, tipo Sentimento, tipo Sensazione, tipo Intuizione… e tu vuoi sapere a quale tipo appartieni?

 

Come anticipato nel post della scorsa settimana oggi scopriamo le vostre caratteristiche  e i giusti abbinamenti…

 

Ognuno di noi possiede ed utilizza quattro fondamentali modalità di comportamento e approcci alla realtà,  anche se c’è sempre una funzione che tendiamo ad analizzare meglio e più frequentemente.

 

Ad ogni tipo sono associate una scrittura e le sue caratteristiche, in base alle quali è possibile orientare la persona al tipo di PERLE a lei più congeniali!

 

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Tipo Pensiero

Il tipo pensiero rimpicciolisce il tracciato e lo concentra.

La scrittura è piccola, fine, sobria, ordinata, fluida, da importanza alle maiuscole.

 

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Scegli la tua perla con l’aiuto della grafologia

 

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La grafologia, che scienza affascinante!

 

Mi ha sempre incuriosito e purtroppo non avevo mai avuto modo di incontrare qualcuno che me ne parlasse in modo così chiaro ed esaustivo come la Dott.ssa Rossana Agnolin, psicologa della scrittura e consulente tecnico grafologo del Tribunale di Vicenza.

 

Rossana mi ha parlato della relazione e l’affinità tra le caratteristiche del comportamento umano e l’energia psichica, con le tendenze, attitudini e scelte di ognuno di noi.

 

Ad ogni tipo di carattere sono associate una scrittura e le sue caratteristiche e in base alle caratteristiche principali è possibile orientare la persona al tipo di PERLE a lei più congeniali.

 

 

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Ma cos’è la grafologia?

Il primo testo di grafologia di cui si abbia notizia risale all’inizio del XVII secolo e fu scritto dall’italiano Camillo Baldi.

Fu tuttavia dal XIX secolo che iniziò la ricerca vera e propria.

Nel 1947 il professor Marco Marchesan di Milano elaborò i concetti ritenuti validi e pubblicò “Dalla grafologia alla grafopsicologia” in cui delineò i primi fondamenti della disciplina che chiamò Psicologia della Scrittura.

Egli afferma che il simbolismo del tratto grafico gioca un ruolo fondamentale nell’esprimere l’inconscio dello scrivente.

 

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La scrittura non è un prodotto casuale della mano, ma frutto del cervello in quanto prodotto di una determinata ereditarietà e “registratore” di un vissuto unico e personale.

Come oggetto di studio della grafologia, la scrittura viene considerata ovviamente non tanto nel suo contenuto, ma nel suo movimento, sotto l’aspetto di comportamento non verbale estremamente individualizzato, infatti non esistono due scritture uguali, come non esistono due impronte digitali identiche (e nemmeno due perle uguali..).

Dal punto di vista simbolico, nella scrittura proiettiamo i nostri “archetipi”, i nostri modi profondi (e cioè comuni all’inconscio collettivo) con cui ci esprimiamo ed interpretiamo la realtà.

La destra, la sinistra, l’alto e il basso del foglio rappresentano simbolicamente dei “vettori”, delle forze, delle calamite che attraggono e respingono, di fronte ai quali l’individuo reagisce con le stesse modalità con cui entra in interazione con l’ambiente.

Il simbolismo che permette di interpretare molti “segni” grafologici è comune dunque ad altre espressioni umane: si pensi alla pittura, alle linee del design, all’architettura, ecc. Anche le scritture non latine, come ad esempio la scrittura cinese, rispondono alle stesse dinamiche simboliche.

È simbolo qualsiasi cosa (segno, gesto, colore, parola..) la cui percezione suscita nella mente un’idea diversa da quello che è il suo più immediato aspetto sensibile; qualcosa di meno immediatamente interpretabile, che rinvia ad una realtà più importante.

Ognuno di noi si rapporta al mondo utilizzando quattro fondamentali modalità di comportamento e approccio alla realtà. Esse fanno stabilmente parte della persona e sono: la sensazione e l’intuizione, il pensiero ed il sentimento.

 

Tipo Pensiero, tipo sentimento, tipo sensazione, tipo intuizione… e tu vuoi sapere a quale tipo appartieni?

 

Nel prossimo post scopri le caratteristiche principali della tua calligrafia e la perle abbinate!

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Non esistono due perle uguali e uno dei fattori principali è la qualità della superficie delle perle stesse.

Praticamente nessuna perla è perfetta, e qualsiasi esemplare perfetto è un tesoro.

 

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La maggior parte delle perle che vengono acquistate possiedono un certo numero di imperfezioni sulla propria superficie.

Gli appassionati di perle sanno che anche la più eccellente delle perle possiede irregolarità sulla superficie. L’entità delle imperfezioni presenti sulla superficie della perla sono i fattori chiave che ne determinano la qualità.

In genere, i problemi che inficiano maggiormente sulla qualità della superficie sono scheggiature e interstizi, i quali possono abbassare molto il valore anche delle perle più lucenti. Per quale motivo? Queste particolari imperfezioni possono incrinare o scrostare la perla.

 

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Altre caratteristiche comprendono:

 

  • Abrasioni – graffi o sfregi che intaccano la lucentezza o il colore della perla

 

  • Macchie – piccole variazioni di colore.

 

  • Protuberanze – bollicine sulla superficie della perla.

 

  • Increspature – punti in cui la madreperla non è completamente liscia.

 

Alcune caratteristiche della superficie sono molto difficili da notare, persino da un esperto di perle.

Un esempio potrebbe essere una particolarità naturale di minore entità vicino a dove viene praticato il foro della perla. In realtà, la presenza di particolari di valore può compensare alcune irregolarità presenti in una perla. Se una gemma è di grande dimensione, un paio di piccole imperfezioni non ne abbasseranno il suo valore.

 

 

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Anche l’elevata lucentezza è un fattore importante, in quanto rende meno visibili alcune alterazioni della qualità della superficie. Se una o due perle di una collana presentano imperfezioni visibili, il suo valore non sarà abbassato se le perle restanti sono quasi perfette: il valore è infatti determinato dall’omogeneità e non da variazioni secondarie.

 

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Si sa, un must che non può mancare tra i gioielli di una donna è la collana di perle, detta comunemente “filo di perle”.

Un classico che si adatta ad ogni situazione, look ed occasione, da quella sportiva,  indossato con disinvoltura con jeans e maglietta, a quella più elegante e raffinata su un tubino nero o un abito elegante o da cerimonia.

 

Una collana di perle aggiunge stile a qualsiasi cosa si indossi, la sua lunghezza però va scelta con attenzione, per valorizzare al meglio il proprio look.

 

La collana girocollo, look Vittoriano, molto raffinato, ha una lunghezza di 38 cm e valorizza una scollatura a “V”, a barchetta o un abito elegante.

Two Row Pearl Choker Necklace

modello Girocollo/collare

La Choker, circa 40 cm, si adatta a tutte le scollature. Sembra un girocollo ma è più morbido perché non è teso. Da indossare con abito da sera ma anche  nella quotidianità.

 

Pearl Choker

modello Chocker

 

Un grande classico è la Princess, circa 45 cm, da indossare con ogni tipo di abbigliamento, con un pullover o su un décolleté, dall’abito informale a quello elegante e raffinato.

 

Princess Pearl Necklace

modello Princess

 

Grande eleganza per la lunghezza Matinée, circa 55 cm, perfetta per un abito lungo ma anche un maglione dolcevita. Perfetto per occasioni formali.

 

Matinee Length Pearl Necklace

modello Matinée

 

La seducente Opera, circa 65 cm, si compone di un unico filo molto lungo. Splendida con un abito da sera ma facile da portare anche con abiti casual.

 

 

Opera Length Pearl Necklace

modello Opera

Instancabile, di circa 90 cm, la Rope, famosa perché usata in ogni occasione da Coco Chanel, lunghezza decisamente sexy, da indossare anche con filo doppio o annodata. Da utilizzare sempre.

 

Rope Pearl Necklace

modello Rope

 

Non dimentichiamo l’uomo che desidera indossare una collana di perle.. per lui la lunghezza consigliata è di 43/45 cm, soprattutto se indossata su una maglietta con lo scollo a V.

 

E tu, hai capito di che lunghezza sei?