Archivio di marzo 2014

31
Mar

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I gioielli di famiglia

Recentemente mi capita quasi quotidianamente di dover rispondere dalle pagine del blog a richieste di persone che mi chiedono ilvalore delle loro perle poiché è loro intenzione rivenderle.

Questo mi spinge a scrivere di quest’argomento che è senz’altro derivante da una situazione economica per molti divenuta incerta e che quindi stimola in alcuni la volontà di disfarsi dei “gioielli di famiglia” a volte mi permetto di dire anche in modo un po inavveduto e frettoloso.

Senz’altro la presenza sul nostro territorio degli oramai tantissimi “Compro oro” nata in concomitanza ai cambiamenti economici degli ultimi anni ha creato la possibilità per chi lo desiderasse di trasformare in liquidità i propri gioielli.

Sorvolo  sulla “dubbia” convenienza di questo tipo di operazioni poiché la disamina sarebbe lunga e complessa e mi porterebbe a inoltrarmi in un ginepraio nel quale non ho voglia d’entrare.

Voglio invece rispondere  in modo chiaro e spero esaustivo a tutti coloro che probabilmente pensano di poter ricavare liquidità anche dalla vendita delle perle.

A differenza dei gioielli in oro, le perle non vengono valutate e liquidate in funzione del loro peso ma sono stimate con parametri molto diversi.

E’ abbastanza semplice immaginare che i commercianti dei “compro oro” portino a fondere i gioielli acquistati e che ne ricavino del metallo da rivendere a loro volta.

compro oro_ transazione

liquidazione gioielli in oro

Con le perle questo non ha nessun senso ovviamente!

L’argomento si potrebbe chiudere qui ma in realtà c’è dell’atro che occorre sapere.

Le perle, come spesso ricordo attraverso i miei post, sono un prodotto naturale ed in quanto tale soggetto a valori determinati da svariati fattori.

doppio filo a scalare di perle natuali

doppio filo a scalare di perle natuali

perle Akoya

perle Akoya

Se ad esempio la vostra collana di perle è particolarmente rara perché composta di perle naturali e/o di perle coltivate con tecnica naturale ma di particolare rarità, in quel caso  esiste una possibilità d’interesse che comunque non rientra in quello dei famosi “Compro oro” sopra citati appunto poiché nel migliore dei casi non ne capirebbero  il reale valore e quindi non saprebbero cosa farsene!

perle naturali

perle naturali di varia provenienza

C’è invece la possibilità che esperti del settore abbiano richieste per articoli eccezionali quali quelli sopra menzionati!

Quando al contrario  ci troviamo di fronte a gioielli di tipo più comune allora diventa molto più complicato trovare interesse da parte degli operatori.

I negozianti solitamente non rientrano gioielli con perle usate e quindi questa categoria è facilmente escludibile dall’elenco dei potenziali  interessati al riacquisto o anche ad una sorta di permuta.

In rari casi ci sono alcuni antiquari che ne considerano la  possibilità ma anche qui niente di garantito!

C’è poi  la possibilità della vendita tra privati ma in questo caso si pone il problema della valutazione! Aspetto senz’altro risolvibile salvo che questa non risulti essere  maggiore del valore del gioiello!

In realtà è difficile che accada ma può succedere anche questo…

Come si può facilmente capire vender le proprie perle usate non è esattamente  facile benché non certamente impossibile!

Pensi quindi di volerti veramente disfare d’un gioiello che il più delle volte ha un valore affettivo maggiore di quello economico?

Capisco la necessità che in alcuni casi ci porti a prendere decisioni di questo genere ma sono anche convinto che sia nei casi di vendita di gioielli in oro o di perle si stiano sottovalutando gli effettivi vantaggi economici dimenticando appunto quelli di carattere puramente affettivo.

19
Mar

Le perle coltivate sono piuttosto delicate in confronto alle altre gemme e ai metalli preziosi.

E’ importante prendersi particolare cura delle perle per garantire che rimarranno luminose e belle per generazioni a venire.

 

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Cosmetici, profumo e lacca contengono sostanze chimiche e possono appannare la lucentezza di una perla se impiegati per lunghi periodi di tempo. Anche gli acidi contenuti nelle lozioni per il corpo e il sudore possono nello stesso modo contribuire a danneggiare la lucentezza.

Quindi, è meglio indossare le perle dopo  aver applicato il trucco, profumo e lacca.

 

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E’ inoltre consigliato strofinare le preziose gemme con un panno morbido dopo averle indossate. Occasionalmente si può inumidire il panno e strofinarle molto accuratamente.

Tenetele sempre separate da gioielli duri e da altre pietre preziose, per evitare che si graffino.

E’ meglio conservarle in un morbido astuccio di tessuto o in una apposita scatola per gioielli.

Se indossate le perle diverse volte alla settimana, è meglio portarle dal vostro gioielliere almeno una volta l’anno per reinfilarle ed per evitare la rottura del filo.

Se fate reinfilare le vostre perle, Genisi Pearls consiglia ed usa solo filati speciali.
Tuttavia, il filo di nylon è un’alternativa accettabile, ma solo per gioielli di basso target. Mentre per i gioielli più pesanti sarà necessario utilizzare un sottile ma molto resistente filo in acciaio.

 

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Assicuratevi inoltre che il filo sia annodato tra una perla e l’altra, i nodi individuali evitano che tutte le perle di un filo cadano in caso di rottura ma anche che le perle sfreghino una contro l’altra.

08
Mar

Un importante anniversario ha coinvolto l’anno scorso il mondo della perla:

mezzo secolo di innovazione, i suoi primi 50 anni.

 

Era il 1962, quando un professore cinese di nome Xiong Daren dell’Istituto per la pesca di Zhanjiang condusse i primi esperimenti di coltura con ostriche d’acqua dolce cinesi, che imitavano perfettamente la produzione di perle del Lago Biwa in Giappone.

In quello stesso anno, numerosi allevamenti di perle d’acqua dolce nella provincia di Jiangsu cominciarono a coltivare le perle utilizzando i metodi di Daren.

 

Ma solo nel 1970 il mondo venne a conoscenza di questa spettacolare innovazione cinese,  e nel 1972, per la prima volta, le perle furono messe in vendita alla Fiera di Canton, dove furono acquistate da due società giapponesi. Da allora, fino all’inizio del 1980, il Giappone cominciò a commercializzare queste perle, spacciandole spesso per un “prodotto Giapponese”.

 

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Inizialmente le perle d’acqua dolce cinese  venivano chiamate Rice Krispies, a causa della loro superficie irregolare e perchè sembravano chicchi di riso soffiato.

Questa forma era dovuta in parte all’uso dell’ ostrica Cristaria plicata, in cui venivano fatti numerosi innesti per poter produrre una grande quantità di gemme.

 

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Agli inizi degli anni 90 però, un’idea innovativa portò i coltivatori ad avvalersi di un nuovo tipo di ostrica perlifera, quella a guscio triangolare (Hyriopsis cumingi). La produzione di questa nuova conchiglia portò alla produzione di una nuova  perla rotonda, che venne identificata dagli addetti ai lavori come “Potato” a causa della sua forma leggermente allungata sui poli che ricorda appunto una piccola patata.

 

Nel decennio successivo, la tecnologia e le competenze sviluppate dagli scienziati e dagli agricoltori produssero perle più grandi e rotonde e alla fine del secolo, le perle cinesi furono per la prima volta in grado di competere sulla scena mondiale con le perle giapponesi Akoya.

 

Ad oggi la varietà di perle d’acqua dolce è illimitata, sia come colori forme o dimensioni. Oltre al bianco tradizionale, queste perle sono disponibili in un arcobaleno di colori pastello come lavanda, rosa, salmone, viola e argento. La forma più comune è quella irregolare e le dimensioni variano dai 2 mm agli 11 mm con estensioni sino ai 15 mm in casi eccezionali.

 

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I 40 anni di innovazione della perla d’acqua dolce sono stati una scoperta meravigliosa, ma nulla al confronto con le gemme coltivate negli ultimi 10 anni, veri e propri prodotti di ingegno ed innovazione, grazie l’introduzione del metodo giapponese usato nel lago Biwa e una razza  incrociata con la conchiglia  triangolare Cinese (Hyriopsis cumingi).

 

Le perle di grandi dimensioni  di questa conchiglia conosciute inizialmente come “Fireballs” (letteralmente palle di fuoco) o recentemente come perle “Edison” sono ora in forte produzione e sono una novità a differenza di qualsiasi altra cosa prodotta prima.

Le perle commercializzate come Soufflé hanno permesso di  indossare grandi perle con pochissimo peso.

 

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Da ricordare che le perle d’acqua dolce sono in assoluto le perle di coltura più simili a quelle naturali in quanto composte quasi interamente da madreperla, il che le rende più durature e resistenti.

 

La velocità di innovazione cinese nel settore delle perle d’acqua dolce è stata incredibile , se pensiamo che tutto ciò è avvenuto in soli 50 anni , ci aspettiamo quindi grandi cose con le perle ancora a venire…