Categoria ‘perle coltivate’

20
Ott

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Per i paesi in via di sviluppo, l’industria è stata spesso equiparata allo sfruttamento. Per secoli, minerali, legname, petrolio e altre industrie hanno lasciato poco dietro di sé ad eccezione di ricche élite, di imprese straniere arricchite, e di un disastro per le generazioni future.

 

coltivazione perle nelle Isole Fiji. Ph. by Laurent Cartier

coltivazione perle nelle Isole Fiji. Ph. by Laurent Cartier

 

Manutenzione ostriche

Manutenzione ostriche

 

Forse la coltivazione delle perle sarà differente, sostengono due ricercatori dell’Università del Vermont, Laurent Cartier e Saleem Ali. Il mercato multi-miliardario delle perle promette un modello economico sostenibile per alcune nazioni costiere e insulari. Richiedendo acque incontaminate, lavoro attento e controllo continuo, gli allevamenti di perle incentivano un ambiente pulito e una forte domanda di lavoro in luoghi con poco di entrambi. “La coltivazione delle perle può essere una delle forme più redditizie di acquacoltura” in isole remote con “opportunità economiche molto limitate”, scrive la coppia sul giornale Solutions.

 

Fondali marini Polinesia Francese. Ph. by Laurent Cartier

Fondali marini Polinesia Francese. Ph. by Laurent Cartier

 

preparazione ostriche

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Inseminazione ostriche. Ph. by Laurent Cartier

Inseminazione ostriche. Ph. by Laurent Cartier

 

Al momento, le perle sono uno dei prodotti più preziosi delle isole del Pacifico, generano maggiori entrate rispetto a qualsiasi altra industria  ad eccezione del turismo, in luoghi come Tahiti nella Polinesia francese.

 

Finora le ostriche da perla sono cresciute ovunque vi fossero acque calde a nutrirle. Dalla Cina agli Emirati Arabi, una crescente domanda globale ha contribuito a favorire l’espansione dell’industria e un esiguo ma crescente interesse per le materie prime del commercio controllato o etico. Dal momento che le perle sono testate come un nuovo modello per generare opportunità economiche proteggendo contemporaneamente gli ecosistemi, questo potrebbe cambiare. Una “recente e timida storia di successo” sta emergendo negli Stati Federati della Micronesia dove la coltura delle perle ha coperto la perdita di introiti dalla pesca di barriera dopo la creazione delle zone con divieto di pesca e le aree marine protette.

 

Un report dal Programma Ambiente delle Nazioni Unite afferma che collegare il benessere economico ed ambientale è un buon affare ” c’è un chiaro collegamento tra l’eradicazione della povertà, la protezione ed il ripristino dell’habitat delle risorse di pesca marina e della biodiversità.”

 

il raccolto della coltivazione

il raccolto della coltivazione

08
Mar

Un importante anniversario ha coinvolto l’anno scorso il mondo della perla:

mezzo secolo di innovazione, i suoi primi 50 anni.

 

Era il 1962, quando un professore cinese di nome Xiong Daren dell’Istituto per la pesca di Zhanjiang condusse i primi esperimenti di coltura con ostriche d’acqua dolce cinesi, che imitavano perfettamente la produzione di perle del Lago Biwa in Giappone.

In quello stesso anno, numerosi allevamenti di perle d’acqua dolce nella provincia di Jiangsu cominciarono a coltivare le perle utilizzando i metodi di Daren.

 

Ma solo nel 1970 il mondo venne a conoscenza di questa spettacolare innovazione cinese,  e nel 1972, per la prima volta, le perle furono messe in vendita alla Fiera di Canton, dove furono acquistate da due società giapponesi. Da allora, fino all’inizio del 1980, il Giappone cominciò a commercializzare queste perle, spacciandole spesso per un “prodotto Giapponese”.

 

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Inizialmente le perle d’acqua dolce cinese  venivano chiamate Rice Krispies, a causa della loro superficie irregolare e perchè sembravano chicchi di riso soffiato.

Questa forma era dovuta in parte all’uso dell’ ostrica Cristaria plicata, in cui venivano fatti numerosi innesti per poter produrre una grande quantità di gemme.

 

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Agli inizi degli anni 90 però, un’idea innovativa portò i coltivatori ad avvalersi di un nuovo tipo di ostrica perlifera, quella a guscio triangolare (Hyriopsis cumingi). La produzione di questa nuova conchiglia portò alla produzione di una nuova  perla rotonda, che venne identificata dagli addetti ai lavori come “Potato” a causa della sua forma leggermente allungata sui poli che ricorda appunto una piccola patata.

 

Nel decennio successivo, la tecnologia e le competenze sviluppate dagli scienziati e dagli agricoltori produssero perle più grandi e rotonde e alla fine del secolo, le perle cinesi furono per la prima volta in grado di competere sulla scena mondiale con le perle giapponesi Akoya.

 

Ad oggi la varietà di perle d’acqua dolce è illimitata, sia come colori forme o dimensioni. Oltre al bianco tradizionale, queste perle sono disponibili in un arcobaleno di colori pastello come lavanda, rosa, salmone, viola e argento. La forma più comune è quella irregolare e le dimensioni variano dai 2 mm agli 11 mm con estensioni sino ai 15 mm in casi eccezionali.

 

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I 40 anni di innovazione della perla d’acqua dolce sono stati una scoperta meravigliosa, ma nulla al confronto con le gemme coltivate negli ultimi 10 anni, veri e propri prodotti di ingegno ed innovazione, grazie l’introduzione del metodo giapponese usato nel lago Biwa e una razza  incrociata con la conchiglia  triangolare Cinese (Hyriopsis cumingi).

 

Le perle di grandi dimensioni  di questa conchiglia conosciute inizialmente come “Fireballs” (letteralmente palle di fuoco) o recentemente come perle “Edison” sono ora in forte produzione e sono una novità a differenza di qualsiasi altra cosa prodotta prima.

Le perle commercializzate come Soufflé hanno permesso di  indossare grandi perle con pochissimo peso.

 

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Da ricordare che le perle d’acqua dolce sono in assoluto le perle di coltura più simili a quelle naturali in quanto composte quasi interamente da madreperla, il che le rende più durature e resistenti.

 

La velocità di innovazione cinese nel settore delle perle d’acqua dolce è stata incredibile , se pensiamo che tutto ciò è avvenuto in soli 50 anni , ci aspettiamo quindi grandi cose con le perle ancora a venire…

 

 

 

 

26
Feb

I prezzi della perla d’acqua dolce hanno registrato quest’anno una tendenza al rialzo dovuta alla scarsa produzione a Zhuji, nella provincia di Zhejiang, che produce il 75% delle perle d’acqua dolce del mondo; lo ha riferito di recente il locale quotidiano ufficiale cinese “Qianjiang Evening News”.

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Nel 2010 e nel 2011, Zhuji ha prodotto rispettivamente circa 3000 tonnellate di perle, mentre il numero è sceso a 1500 tonnellate nel 2013.

Si prevede che il volume della produzione di quest’anno raggiunga 1200 tonnellate, secondo le statistiche compilate dall’ Associazione Professionale delle Perle di Zhejiang (ZPAP).

 

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In città i prezzi all’ingrosso delle perle sono aumentati di oltre il 30% quest’anno rispetto all’anno precedente, ha detto un venditore al giornale.

Un filo di perle delle dimensioni dai 9 ai 10 mm ha registrato un aumento  del 67 % nel prezzo all’ingrosso solo quest’anno.

I prezzi al dettaglio dei gioielli di perle al “China Pearl” ed al Jewellery International City, un centro commerciale nella provincia di Zhejiang, sono cresciuti del 30% da settembre a novembre del 2013 , ha riportato l’articolo del giornale.

Il prezzo delle perle non-classificate, appena raccolte è anche aumentato di circa il 40% quest’anno paragonato con lo stesso periodo dell’anno scorso, ha detto al giornale Zhao Xinguang, segretario generale dell’associazione delle perle.

 

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Zhuji,  il posto di produzione di perle più grande della Cina, ha più di 2500 coltivatori e produttori di perle, secondo Qian Hongfei, vice segretario generale dell’associazione, che è stato citato nell’articolo.

L’industria delle perle di Zhuji ha generato 10 miliardi di RMB (circa 1,64 miliardi di $) di ricavi nel 2012.

 

“Prima del 2008, il 75% delle perle di Zhuji sono state esportate; ma il volume delle esportazioni è sceso notevolmente dopo la crisi finanziaria globale, che ha portato a forti cali dei prezzi delle perle. I coltivatori di perle hanno quindi incominciato a svendere le loro ostriche, cosa che ha portato a far cessare l’attività in alcuni allevamenti di perle. Solo i più grossi sono “sopravvissuti”, ha detto il giornale Qian.

 

La produzione più limitata diventerà palpabile quest’anno dal momento che la città entra nella sua stagione di raccolta delle perle, dopo cinque anni di allevamento.

 

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“Ci vogliono dai quattro ai sei anni prima che si possa effettuare il raccolto. Quest’anno accade che ci sia la stagione del raccolto dal 2008. Questo è il motivo per cui la produzione di quest’anno è piccola,” ha spiegato Qian.

 

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L.R.

08
Gen

Non esistono due perle uguali e uno dei fattori principali è la qualità della superficie delle perle stesse.

Praticamente nessuna perla è perfetta, e qualsiasi esemplare perfetto è un tesoro.

 

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La maggior parte delle perle che vengono acquistate possiedono un certo numero di imperfezioni sulla propria superficie.

Gli appassionati di perle sanno che anche la più eccellente delle perle possiede irregolarità sulla superficie. L’entità delle imperfezioni presenti sulla superficie della perla sono i fattori chiave che ne determinano la qualità.

In genere, i problemi che inficiano maggiormente sulla qualità della superficie sono scheggiature e interstizi, i quali possono abbassare molto il valore anche delle perle più lucenti. Per quale motivo? Queste particolari imperfezioni possono incrinare o scrostare la perla.

 

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Altre caratteristiche comprendono:

 

  • Abrasioni – graffi o sfregi che intaccano la lucentezza o il colore della perla

 

  • Macchie – piccole variazioni di colore.

 

  • Protuberanze – bollicine sulla superficie della perla.

 

  • Increspature – punti in cui la madreperla non è completamente liscia.

 

Alcune caratteristiche della superficie sono molto difficili da notare, persino da un esperto di perle.

Un esempio potrebbe essere una particolarità naturale di minore entità vicino a dove viene praticato il foro della perla. In realtà, la presenza di particolari di valore può compensare alcune irregolarità presenti in una perla. Se una gemma è di grande dimensione, un paio di piccole imperfezioni non ne abbasseranno il suo valore.

 

 

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Anche l’elevata lucentezza è un fattore importante, in quanto rende meno visibili alcune alterazioni della qualità della superficie. Se una o due perle di una collana presentano imperfezioni visibili, il suo valore non sarà abbassato se le perle restanti sono quasi perfette: il valore è infatti determinato dall’omogeneità e non da variazioni secondarie.

 

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19
Dic

Questa è una domanda che mi viene comunemente posta da chi vuole acquistare  delle perle.

La verità è che la maggior parte  delle perle vendute oggi sono coltivate, che siano prodotte in acqua salata o in acqua dolce e la definizione corretta è “coltivate con tecnica naturale”.

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orecchini d’acqua dolce Genisi Pearls

La perla coltivata con tecnica naturale si sviluppa in modo quasi identico alla perla naturale l’unica differenza è che il corpo estraneo viene inserito intenzionalmente dall’uomo nei tessuti dell’ostrica.

Dopo l’innesto la mano umana si fa da parte e lascia che la natura compia il “miracolo”.

Le perle di coltura possiedono caratteristiche chimiche e strutturali del tutto simili a quelle delle perle naturali; la differenza si manifesta solo tramite i raggi X capaci di mostrare la parte interna della perla e di rivelare la presenza di un nucleo (nel caso delle perle d’acqua salata) o di una minuscola cavità (nel caso delle perle d’acqua dolce).

 

Le perle d’acqua dolce sono perle coltivate prive di nucleo, ovvero costituite quasi interamente da strati di madreperla; questa composizione le rende molto resistenti e simili alle perle naturali, vanno comunque trattate con attenzione, come le naturali. Frequentemente le perle freshwater hanno forme irregolari, dimensioni medio-piccole, colorazioni fantasiose e lucentezza contenuta. Nonostante la qualità delle loro caratteristiche, le perle d’acqua dolce sono generalmente più economiche delle perle d’acqua salata. Questo perchè la Cina, leader nella coltivazione delle perle freshwater, riesce a produrre quantità di prodotto superiori a quelle richieste dal mercato ed ovviamente in funzione d’un costo di mano d’opera più contenuto rispetto agli altri paesi produttori.

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innesto dell’epitelio in un’ostrica d’acqua dolce

Le perle d’ acqua salata  sono perle coltivate con nucleo, risultano solitamente più rotonde e hanno  colorazioni delicate e lustro brillante.

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innesto di un nucleo in un’ostrica d’acqua salata

Molti gioiellieri e gioiellerie utilizzano confusamente l’espressione commerciale “perle coltivate”  in acqua salata per descrivere le perle Akoya, pur essendoci quattro diversi tipi di perle coltivate, con tecnica naturale.

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collana con perle Akoya Genisi Pearls

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collana con perle South pacific bianche e gold Genisi Pearls

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collana con perle Tahiti e South Pacific keshi Genisi Pearls

 

E’ però importante sapere che esiste ancora un mercato delle perle naturali. Come per tutte le perle vendute nel mercato anche le naturali dovranno essere accompagnate da un certificato di autenticità che ne dichiari il tipo esatto,

infatti Genisi Pearls certifica ogni gioiello con perle .

Tipicamente, le perle naturali si trovano solo alle aste o da commercianti specializzati in perle naturali.

Con l’eccezione di una piccola quantità di perle raccolte in Bahrain, la maggior parte delle perle naturali sono oggetti di antiquariato con prezzi che raggiungono anche cifre a  sei zeri …

 

Come potete notare, è importante chiedere al proprio gioielliere quale tipo di perle coltivate si stiano valutando per l’acquisto, se non ve lo sa dire, vi consiglio di cambiare fornitore…

 

L.R.