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La duttilità è una qualità condivisa da tutti i classici di base, vale a dire quegli elementi di abbigliamento e di abbellimento che sono punti di riferimento fissi, fondamentali ed inevitabili nel guardaroba contemporaneo.

Per esempio le petite robe noire, la camicia bianca, gli stivali. Oppure le perle.  La consueta panoplia della signora comme il faut si presta volentieri a innumerevoli variazioni, molte più,  di quante non potevano sospettare le signore di una volta.

Se è vero che non esiste forse nulla di più azzeccato del solito filo di perle al collo per sintetizzare in un flash l’idea di perbenismo. è pur veroche basta moltiplicare i fili – tre, cinque – per allontanarsi gradualmente dalla convenzione – sette, nove – e raggiungere – undici, quindici – alti livelli di sofisticatezza.

Le perle hanno una vita al di la del bon chic bon genre. Come per gli altri classici,

il segreto sta appunto nel modo in cui sono indossate. Emblemi d’innocenza e di eleganza,

le perle possono – o per alcuni piuttosto devono essere impiegate come strumenti d’indisciplina estetica.

In materia di squisita stravaganza, la nostra modernità ritiene come immagine fondatrice

quella di Audrey Hepburn nella scena iniziale di Breakfast at Tiffany’s.

Audrey Hepburn

Audrey Hepburn

Audrey Hepburn

Audrey Hepburn

Capelli ad alveare sorretti da una tiara in strass, occhiali da sole, vestito nero di Givenchy, gran choker a cinque fili di perle – tanto grosse quanto false – con una massiccia spilla di strass. II fatto che le perle fossero palesemente false non toglie nulla all’impatto dell’immagine.

Ciò che conta e l’atmosfera, naturalmente, la sensazione creata.

E poi già molti decenni prima nientemeno che Coco Chanel aveva imposto il mix dei gioielli preziosi e di fantasia, con una decisa preferenza per gli ultimi. “Le faux est plus beau que le vrai“, diceva.

Coco Chanel

Coco Chanel

Coco Chanel

Coco Chanel

E uno dei suoi emblemi di stile furono appunto le perle che la maison Gripoix creava appositamente per lei.

Oggi, comunque, in materia di perle il problema del vero o falso ha contorni più sfumati.

Anche perché le perle di acqua dolce prodotte in Cina (coltivate ma naturali, non fake) migliorano continuamente in qualità e i loro prezzi diventano sempre più accessibili. Tanto più agevole allora per le ragazze di oggi reclamare l’eredita della Hepburn e scoprire le possibilità di scossa estetica contenute in quelle deliziose piccole candide sfere. Siano queste avventuriere immediatamente rassicurate: il bello delle perle e che con loro si va sempre sul sicuro. Anzitutto, le perle aggiungono una dose di femminilità a chiunque le indossa, cosa che Elton John certo non ignora!

Rotonde, levigate, discretamente sensuali, le perle trasmettono sensazioni che coincidono con le caratteristiche attribuite alla donna – o perlomeno alla donna ideale secondo il canone tradizionale. Non è un semplice dettaglio: infatti, le portatrici di perle possono servirsi del sovrappiù di charme come di una garanzia per andare oltre.  Letteralmente la parola ‘stravagante’ segnala ciò ‘che va fuori vagando”, vale a dire in senso figurato ciò che e’ fuori dell’uso comune. Eccezionalmente, con le perle troppo non e mai troppo. Neppure nei disegni elaboratissimi di Erte, il grande illustratore art deco, notevole costumista di ‘revues a’ grand spectacle’, che non esitava a coprirne letteralmente le donne.

Erte

Erte

orecchini deco'

orecchini deco’

Dal canto suo, la Principessa Diana fece una delle sue dichiarazioni di stile durante una visita ufficiale a Hong Kong nel 1989 con un vestito interamente ricamato di perle di acqua salata e lustrini accompagnato come unico gioiello, da un paio di orecchini pendenti con una grande perla a goccia. Ma senza cadere nelle fashion folies una tendenza alla generosità nell’uso delle perle sembra essere una tentazione naturale, alla quale e salutare abbandonarsi.

Lady Diana Spencer

Lady Diana Spencer

Lady D pearl-dress

Lady D pearl-dress

Lady D pearl-dress (top)

Lady D pearl-dress (top)

In ogni caso, mai per carità la collanina a un solo filo, il braccialino, il minuto orecchino. Cascate abbondanti invece e grappoli e torchon. Sono certo molto numerose le fonti d’ispirazione per chi vuole perdersi nelle perle.

Ci sono le biografie illustrate, le raccolte. i volumi tematici che hanno per protagoniste tutte le grandi signore del Novecento, le socialites, le icone della moda, le star, le attrici, da Josephine Baker e Louise Brooks a Jacqueline Kennedy, Grace Kelly e Maria Callas, per fare solo i nomi celebri.

Josephine Baker

Josephine Baker

Louise Brooks (style)

Louise Brooks (style)

Louise Brooks

Louise Brooks

Jacqueline Kennedy_1

Jacqueline Kennedy

Grace Kelly

Grace Kelly

Maria Callas

Maria Callas

Per uno studio approfondito della questione può essere utile, oltre che piacevole, rivedere un film di Luchino Visconti, Morte a Venezia.

Una Silvana Mangano semplicemente magnifica illumina le scene in cui appare col suo pallore aristocratico, in costumi Belle Epoque puntualmente ornati da sautoirs di perle.

Silvana Mangano

Silvana Mangano

L’allure con cui li porta, il modo con cui li sfiora casualmente, è da copiare fedelmente e senza vergogna, persino da chi le perle intende portarle col giubbotto di denim e i tacchi a spillo.

Poiché le perle sono atemporali e poiché un sautoir sarà sempre un sautoir, cioè una collana veramente molto lunga, tutti i momenti della moda rimangono attuali.

Cosi, nei ritratti che John Singer Sargent fece dell’alta borghesia di Londra della fine Ottocento, le varie Mrs. Raphael e Mrs. Wertheimer  e Mrs. Carl Meyer in posa con i bambini, offrono delle piste da inseguire Come anche Almina, una delle figlie dei Wertheimer, vestita all’orientale, con le perle a grappolo sul turbante, oppure ancora Isabella Stewart Gardner che ne porta un filo solo al collo ma due alla cintura.

John Singer Sargent (paint)

John Singer Sargent

donna con multi

fascino, eleganza, femminilita’

Occorre ricordare ciò che non si stanca di ripetere Karl Lagerfeld, citando Goethe:

“Costruire un avvenire migliore con gli elementi allargati del passato”.

Senza dimenticare che le perle sono eterne.

A proposito dell'autore

Da 20 anni Adriano Genisi si occupa di selezione, certificazione ed acquisto di perle coltivate nei paesi d’origine. Collabora stabilmente con importanti realtà produttive del settore gioielleria nel ruolo di consulente aziendale per gli acquisti e l’importazione diretta del prodotto.

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9 Risposte

  1. robyc

    Per l’inverno io direi sautoirs di diverse misure, lunghezze, forme e, perchè no, colori, da portare copiosamente su lupetti e golfini….la selezione abbia inizio!

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    • Adriano

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  2. maria andros

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