Perle coltivate

Struttura e composizione chimica identica alle perle naturali…forma, dimensioni e qualità decisamente più apprezzabili!

Adriano Genisi, importatore di perle coltivate in Veneto

Perla Tahiti all’interno dell’ostrica produttrice.

Adriano Genisi, grossista e importatore perle d'acqua salata

Manutenzione di ostriche d’acqua salata.

ADRIANO GENISI e le perle coltivate

Da 20 anni Adriano Genisi si occupa di selezione, certificazione ed acquisto di perle coltivate nei paesi d’origine. Collabora stabilmente con importanti realtà produttive del settore gioielleria nel ruolo di consulente aziendale per gli acquisti e l’importazione diretta del prodotto.

In breve

Le perle di coltura sono delle perle del tutto simili alle perle naturali, coltivate dalle aziende perlifere inserendo nel mollusco un nucleo rigido (sferetta in madreperla) nelle specie d’acqua salata e di un nucleo organico (frammento d’epitelio) nelle specie d’acqua dolce. La tecnica di coltivazione delle perle è stata messa a punto da Kokichi Mikimoto nei primi anni del 1900 e da allora l’industria perlifera ha reso accessibile al mondo grandi quantità di perle di coltura uniformi e qualitativamente eccellenti . La produzione di perle coltivate presenta notevoli difficoltà e la percentuale di perle adatte alla gioielleria risulta spesso molto ridotta. Durante la coltivazione si possono verificare rigetti di nucleo o frammentazione epiteliali e questi incidenti danno origine alle perle Keshi, piccole perle anucleate considerate prodotti secondari della coltura. Molto diffuse sono anche le perle Mabe, mezze perle composite cresciute contro la conchiglia invece che sul corpo dell’ostrica.

La nascita delle perle

Come si formano le perle in natura

Le perle si formano quando un agente irritante penetra e alloggia nei tessuti di un mollusco. Come difesa, l’animale secerne una sostanza chiamata nacre (una combinazione di materie cristalline e organiche), per bloccare il corpo estraneo e alleviare l’irritazione. Dopo qualche anno, l’intruso sarà completamente ricoperto di perlagione e avrà le sembianze di una preziosa perla naturale.

Coltivate non significa artificiali

Il meccanismo di coltura delle perle coltivate

La perla coltivata si sviluppa in modo quasi identico alla perla naturale, l’unica differenza è che il corpo estraneo viene inserito intenzionalmente dalle aziende perlifere nei tessuti dell’ostrica. Dopo l’innesto, la mano umana si fa da parte e lascia che la natura compia il “miracolo”. Le perle di coltura possiedono caratteristiche chimiche e strutturali del tutto simili a quelle delle perle naturali; la differenza si manifesta solo tramite i raggi x , capaci di mostrare la parte interna della perla e di rivelare la presenza di un nucleo rigido (nel caso delle perle d’acqua salata) o di una minuscola cavità (nel caso delle perle d’acqua dolce).

Perle coltivate d'acqua salata Perle di coltura d'acqua salata Perle di coltura d'acqua dolce
Preparazione dei nuclei per ostriche d’acqua salata. Innesto di un nucleo rigido in un’ostrica d’acqua salata. Innesto dell’epitelio in un’ostrica d’acqua dolce.

Le perle di Mikimoto

La tecnica di coltivazione di Kokichi Mikimoto

Le perle coltivate come le conosciamo oggi, sono il risultato delle straordinarie scoperte effettuate da alcuni ricercatori giapponesi, agli inizi del 1900. Da tempo, alcuni scienziati erano in grado di stimolare artificialmente la produzione delle perle, riuscendo però ad ottenere solo perle Mabe. Fu Kokichi Mikimoto, dopo anni di tenace ricerca, a presentare al mondo le prime perle di coltura rotonde della storia. Si trattava di meravigliose perle Akoya, coltivate innestando un millimetrico nucleo rigido di madreperla nella gonade dell’ostrica. Mikimoto brevettò questa tecnica nel 1916 e da allora è universalmente considerato il padre delle perle coltivate.

Una scoperta rivoluzionaria

L’esplosione dell’industria delle perle coltivate

In seguito alla storica scoperta di Mikimoto, nella prima metà del 1900 si sviluppò rapidamente una fiorente industria perlifera, in grado di produrre notevoli quantità di perle coltivate, perfettamente rotonde e di alta qualità. Le perle di coltura sono gemme ideali per la gioielleria in quanto sono mediamente molto uniformi, caratterizzate cioè da forme e dimensioni molto simili tra loro. Oggi l’industria della perla coltivata soddisfa il 99% della richiesta di mercato ed ha essenzialmente sostituito l’industria della perla naturale.

PERLE D’ACQUA SALATA

Perle coltivate d'acqua salata, importazione diretta in Veneto

Strumenti chirurgici e nuclei in madreperla utilizzati nella produzione di perle d’acqua salata.

Le perle di coltura d’acqua salata sono perle coltivate in ambiente marino, tramite l’innesto di un piccolissimo nucleo rigido in madreperla (ricavato dalla conchiglia di un’ostrica d’acqua dolce proveniente dal fiume Mississipi) e di un frammento d’epitelio (prelevato da un mollusco della stessa specie) nella gonade dell’ostrica perlifera. La presenza di un nucleo perfettamente sferico facilita la produzione di perle di forma regolare. L’innesto è un vero e proprio intervento chirurgico, eseguito da operatori espertissimi nei mesi più caldi dell’anno. Le tre varietà più comuni di perle coltivate d’acqua salata sono le perle Akoya giapponesi, le perle South Sea australiane e le perle Tahiti polinesiane.

PERLE D’ACQUA DOLCE

Perle coltivate Freshwater, importazione diretta di Adriano Genisi

Taglio di frammenti d’epitelio da innestare nelle ostriche per la coltivazione di perle Freshwater.

Le perle di coltura d’acqua dolce sono perle coltivate in bacini d’acqua dolce, tramite l’innesto di un frammento d’epitelio (prelevato da un mollusco della stessa specie e definito nucleo organico) nel mantello dell’ostrica perlifera. Le cellule epiteliali si riproducono fino a formare il sacco perlifero, all’interno del quale si depositeranno numerosissimi strati di madreperla (sottili e lucenti nei periodo invernale, spessi e opachi nel periodo estivo) fino a formare una perla anucleata, ovvero costituita interamente da perlagione. Il raccolto avviene dopo qualche anno, durante la stagione fredda, periodo in cui gli strati di perlagione sono più luminosi. Le perle coltivate d’acqua dolce maggiormente diffuse sono le perle Freshwater cinesi.

Tutt’altro che facile!

La complessa attività di produzione delle perle coltivate.

Dopo l’innesto, le ostriche d’acqua salata e d’acqua dolce vengono riposte all’interno di gabbie sospese in baie o bacini riparati e ricchi di sostanze nutritive, alla profondità di 2/3 metri. Per i mesi successivi, i molluschi vengono periodicamente capovolti per favorire la crescita di perle regolari e costantemente ripuliti dalle incrostazioni per prevenire l’attacco di parassiti. Nonostante queste cure , la metà delle ostriche morirà a causa di eventi naturali (tempeste ed uragani, soffocanti maree rosse ed attacchi di predatori), mentre delle rimanenti solo il 20% sarà sfruttabile commercialmente. Infatti gran parte delle perle saranno troppo imperfette per essere utilizzate in gioielleria e verranno polverizzate per essere impiegate in cosmetica.

Perle Keshi

Piccole perle coltivate frutto di incidenti durante la coltivazione.

Le perle Keshi sono concrezioni calcaree prive di nucleo , formatesi nei tessuti molli dell’ostrica in seguito a un incidente in fase di coltivazione. Esse nascono quando il mollusco rigetta il nucleo impiantato, oppure quando l’epitelio si frammenta generando sacche perlifere secondarie. La produzione delle perle Keshi può essere innescata anche da un minuscolo corpo estraneo penetrato casualmente nel mollusco (in genere un granello di sabbia, un frammento di conchiglia o un parassita). Le Keshi sono prodotte da svariate specie di molluschi, sia d’acqua dolce , sia d’acqua salata , e sono presenti sul mercato perle Keshi di varietà Freshwater, Akoya, South Sea e Tahiti. Il termine “keshi” in giapponese significa “semi di papavero” e sottolinea le dimensioni minute di queste gemme. Le perle Keshi sono disponibili in un’ampia gamma di colori tenui e forme fantasiose e tendono ad avere un’ottima lucentezza, a causa della solidità della perlagione. Anche se sono costituite completamente di nacre, le perle Keshi non sono considerate perle naturali, in quanto sono sottoprodotti della coltivazione effettuata dall’uomo. Le Keshi sono perle dalle caratteristiche uniche, decisamente costose e molto apprezzate in tutto il mondo.

Perle Mabe

Perle composite costituite da bolle di madreperla e materiali sintetici

Le perle Mabe sono perle coltivate dalla forma semisferica , cresciute contro la parete della conchiglia invece che sui tessuti del mollusco. Finché si trovano all’interno dell’ostrica, queste perle sono in realtà delle bolle madreperlacee e vengono chiamate perle Blister . Una volta estratte, il nucleo artificiale viene sostituito da una resina e la base della bolla viene tappata con uno strato di madreperla, prelevato dall’ostrica produttrice. Solo dopo questa lavorazione, le perle Blister possono essere definite perle Mabe. La coltivazione avviene fissando sulla conchiglia interna del mollusco, un nucleo di steatite , di varie forme (rotonda, a cuore, a bottone, a goccia, ovale etc.), ricoperto di plastica o di altro materiale antiaderente. Le perle Mabe sono ottime per la gioielleria: hanno lustro e oriente molto validi e la loro conformazione è perfetta per realizzare anelli e orecchini. Queste perle coltivate sono universalmente conosciute con il termine Mabe, ma sarebbe più corretto chiamarle perle composite in quanto sono costituite in parte da perlagione e in parte da materiali artificiali. Questa composizione mista le rende molto più economiche delle normali perle coltivate.