Esistono molti tipi di perle,  tutte misteriose e affascinanti, ma la perla che forse incarna di più il significato di esotico e affascinante è quella di Tahiti, la perla nera.

La coltivazione di queste particolari perle iniziò nel 1960 nella Polinesia Francese da parte di Jean Marie Dormand; dopo i primi esperimenti eseguiti nelle isole di Hikeru e Bora Bora, che fruttarono un raccolto di più di mille perle nere nel 1965, si iniziò l’esportazione che fruttò da subito ingenti guadagni fino ad arrivare a 100 milioni di dollari, dando luogo quindi ad una forte espansione.

Grazie alla bellezza e al pregio di queste magnifiche perle, la richiesta sul mercato salì vertiginosamente, spingendo le autorità polinesiane ad emanare una legge per la conservazione delle ostriche perlifere, le Pinctada margaritifere, garantendone così il ciclo di riproduzione.

Oltre a questo particolare decreto, Tahiti ha fondato un ministero interamente dedicato alla sua famosa perla per garantirne e proteggere l’autenticità, la qualità e stabilendo determinati parametri per impedire la commercializzazione di perle troppo immature; questi parametri abbinati a rigidissimi controlli eseguiti sui clienti al Tahiti-Faa’a International Airport possono così sventare commerci illegali e la coltura selvaggia delle ostriche.

Non solo la bellezza esotica e il colore particolare, che può variare dai sotto toni grigi, argentati o verdi, ma anche la coltivazione non sempre positiva la rendono una perla molto rara e pregiata, ottima per investimenti e creazione di gioielli come collane, orecchini e pendenti.

A proposito dell'autore

Da 20 anni Adriano Genisi si occupa di selezione, certificazione ed acquisto di perle coltivate nei paesi d’origine. Collabora stabilmente con importanti realtà produttive del settore gioielleria nel ruolo di consulente aziendale per gli acquisti e l’importazione diretta del prodotto.

Post correlati

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata