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A seguito del successo ottenuto con la coltura delle  perle d’acqua salata i coltivatori giapponesi  attorno al 1930 rivolsero  le loro attenzioni  alla coltivazione di perle d’acqua dolce nel lago Biwa che sfortunatamente fu  destinata a finire anzitempo la propria avventura  limitata dal forte inquinamento e piu’ precisamente a causa d’un evento che raramente si verifica all’interno dei laghi d’acqua dolce. La marea rossa. Infatti,  nel maggio del 1977 questa decimo’ in modo significativo gli allevamenti  di ostriche. Pochi anni dopo, esattamente nel  1985, le coltivazioni cessarono.

Ma come si sa, chi ama non molla mai! Fu quindi il tentativo di alcuni romantici amanti di perle  che qualche anno piu’ tardi ritentarono qualche chilometro piu’ a nord l’esperimento della coltivazione di perle d’acqua dolce  conclusosi precocemente nel lago Biwa.

Fu infatti scelto il lago il lago Kasumigaura o Kasumiga-ura sito a circa  90 km a nord di Tokyo, nella prefettura di  Ibaraki . Il lago Kasumigaura copre un’area di 182 miglia quadrate ed e’ il secondo bacino d’acqua dolce  in Giappone dopo il lago Biwaco.

Dati tecnici a parte veniamo ai fatti.

Fu il desiderio di rivivere i successi ottenuti nel lago Biwa unitamente all’opportunita’ di utilizzare mollusco molto particolare a spingere verso questa nuova avventura.  Dall’incrocio dell’ Hyriopsis cumingii  e  dell’Hyriopsis schlegelii si creo’ un mollusco un mollusco ibrido (l’ Hyriopsis Schlegelii Anadonata/Plicata)  caratterizzato da grande resistenza all’inquinamento e ancor piu’ importante predisposto alla coltivazione con nucleo.

Questa evoluzione porto’ grande entusiasmo e finalmente nel 1993  si poterono ottenere i  primi significativi risultati.

A causa del periodo di coltivazione relativamente lungo (quattro anni) la prima produzione non pote’ essere commercializza prima del 1997.

I colori, aspetto peculiare di queste perle meravigliose, possono essere il bianco, pesca con varie tonalita’ di rosa, crema, arancio,  oro-verde sino al marrone.  Il piu’ ricercato e raro rimane senz’altro il viola scuro che gli addetti ai lavori chiamano  deep-purple.

In virtu’ della possibilita’ di poter essere nucleati, questi  straordinari molluschi possono produrre diametri  che fanno concorrenza a  perle Australiane e Tahitiane. Infatti  le misure ottenibili vanno dai 10 ai 16 mm.

Al pari delle altre perle coltivate con e senza nucleo anche in questo caso le forme sono di varia natura. Possono quindi essere rotonde, semirotonde, leggermente schiacciate (bottone)  fino al barocco.

Le caratteristiche di superficie non hanno mai raggiunto particolari livelli di elevata purezza.

Eccetto alcuni rari casi, la superficie delle perle Kasumiga ha caratteristiche di superficie spesso molto evidenti.

C’e’ da dire che gli amanti di questa gemma sono particolarmente attratti dall’unicita’ dei colori, forme e dimensioni piuttosto che dalla purezza della superficie!

Relativamente ai costi qui il capitolo si fa ampio.

A chi solitamente mi chiede quanto costa una perla rispondo sempre che e’ un po come chiedere quanto costa un paio di scarpe…ce n’e’ veramente per tutti i prezzi e tutti i gusti per poter dare una risposta precisa. Questo non vuol dire che non si possa rispondere con precisione! Tutt’altro.  A fronte d’una  domanda piu’ precisa senz’altro si puo’ anzi si deve.

Diciamo che non sono esattamente tra le piu’ economiche.  Si puo’ pagare qualche centinaio di Euro per una perla singola ed oltre un migliaio di Euro per una collana!

Mi piace ricordare una esperienza d’acquisto  a proposito delle perle Kasumiga.

Ebbi la fortuna di imbattermi una nuova produzione  quando mi venne chiesto da un cliente di verificare informazioni  riguardo questa perla che  non aveva mai ancora utlizzato nelle proprie collezioni.

Contattai un noto esportatore giapponese di  Kobe e questo fu il mio primo impatto con le   perle Kasumiga.

L’impressione che ebbi immediatamente fu che le Kasumiga erano in genere piuttosto rotonde con  interessanti sfumature di colore e che la maggior parte delle perle erano di una colorazione tendente al rosa/pesca o arancio.

Il fornitore fu molto prodigo di informazioni e rispose volentieri alle mie tantissime  domande. Ricordo questa in modo particolare perche’ mi lascio’ molto stupito.

Mi disse che  ai nuclei di madreperla utlizzati per la coltivazione delle perle prima d’essere innestato nel mollusco veniva fatto un foro passante. Questa era la migliore tecnica per prevenire l’innesto di mantello epiteliale che notoriamente costituisce il sacco perlifero. Se radiografate infatti  si posso osservare i due fori esistenti in ogni perla.

Mentre selezionavo la produzione mesami a disposizione ho potuto fare il confronto rispetto ad un bel filo d’acqua dolce da 10-11 mm acquistato presso un coltivatore di Wuxi in Cina  ed una collana di perle Kasumiga da 10-12 mm presentatomi dal fornitore giapponese.  Il filo cinese era mediamente piu’ pulito in superficie,  di buona luce e con un colore più profondo.  Avevo acquistato una mazzetta di questi fili cinesi per meno di 600 dollari ciascuno, mentre il filo Kasumiga  mi venne proposto  ad un prezzo di circa 3.000 dollari!

Tutto questo  per dire quanto puo’ essere diverso il prezzo di due perle coltivate d’acqua dolce!!

La  cinese d’acqua dolce e’ prodotta senza nucleo, con un costo di manodopera  molto basso ed in quantita’ ragguardevoli  contro la Kasumiga che ha costi di gestione decisamente piu’ alti,  produzioni piu’ scarse e non ultimo mortalita’ maggiori.

Quando si acquista una perla, credo si debba sempre tenere conto di questi fattori altrimenti si rischia di non capire perche’ benche’ simili due perle possano essere cosi distanti di costo.
Credo infatti che le perle Kasumigaura  possano essere apprezzate da chi ama e conosce le perle e le puo’ quindi  apprezzare aldila’ del costo che come avrete capito non e’ esattamente “popolare”.

Servirebbe un occhio ben allenato per distinguerle da una buona qualità commerciale di un filo d’acqua dolce coltivato in Cina.

La rarità di queste perle è aumentata negli ultimi anni a causa di problemi di inquinamento nel lago Kasumiga-ura ma e’ anche vero che la competizione con la proposta Cinese  che aumenta giornalmente in  qualita’ e  diametri (oggi si producono perle d’acqua dolce Cinesi anche da 14-16 mm) mette molto alle strette il mercato delle Kasumiga.

Poiché si tratta di una produzione molto limitata, spesso ci si meraviglia di quante perle  saremo in grado di offrire ogni anno. Il lago ha avuto storicamente  problemi  d’inquinamento rendendo il  lavoro dei coltivatori sempre più difficile che oggi di fato sono praticamente ferme.

A proposito dell'autore

Da 20 anni Adriano Genisi si occupa di selezione, certificazione ed acquisto di perle coltivate nei paesi d’origine. Collabora stabilmente con importanti realtà produttive del settore gioielleria nel ruolo di consulente aziendale per gli acquisti e l’importazione diretta del prodotto.

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3 Risposte

  1. Mimmo

    Ottimo post sulla Kasumiga: chiaro ed interessante. Soddisfa completamente la mia curiosita’ come per altro tutto il contenuto del blog, unico nel suo genere tenuto da un esperto consulente. La scrittura dei post del resto, non freddamente tecnica, affascina ed invoglia ad approfondire argomenti sul magico mondo di queste gemme. Grazie

    Rispondi
    • Adriano

      Ancora grazie Mimmo per il tuo commento e supporto al mio blog.
      In questi giorni sono in Asia alla ricerca di nuove cose interessanti e sara’ un piacere poter aggiornare la tua curiosita’.
      Ti aspetto

      Rispondi
  2. Rosa

    Gracias por toda la información.Soy una enamorada de las perlas pero éstas me parecen una maravilla. Cuando las contemplo es como ver una obra de arte, imposible de ser copiada por el hombre-

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