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Quando si parla di perle Oyster normalmente ci si riferisce a quelle coltivate, ma in natura è ancora possibile trovarne, seppur raramente, nelle ostriche che crescono in maniera spontanea sulle coste ad ovest degli Stati Uniti e del Messico.

Prima che la coltivazione delle perle nascesse tutte le perle provenivano da ritrovamenti effettuati in natura, e, a causa di raccolti smodati e senza freno, queste bellissime gemme naturali hanno più volte rischiato la scomparsa.

Sì dice che per creare un intero filo di perle naturali Oyster servano milioni di ostriche, per questo motivo – anche se forse non si parla di milioni – queste perle sono da sempre molto apprezzate e ricercate, tanto da spingere i migliori intenditori e collezionisti a girare il mondo per averne alcune, muovendo quindi una fetta di mercato dai guadagni e dalle quotazioni imponenti.

Esistono ancora altri letti di ostriche con una lunga tradizione di ritrovamenti, come il Golfo Persiano, il Golfo di Mannar e il Mar Rosso, i quali hanno dominato – e ancora dominano – il mercato perlifero attraverso la storia; con la scoperta delle Americhe di Colombo anche una nuova area di produzione venne scoperta, scatenando quindi una corsa all’esplorazione delle coste Pacifiche in cerca di oro, argento e perle.

Nonostante siano passati molti secoli le perle Oyster sono ancora considerate un tesoro molto prezioso, anche grazie alle molteplici sfumature di colore contenute in una sola perla, giudicate grazie a rarità e bellezza degne della nobiltà.

A proposito dell'autore

Da 20 anni Adriano Genisi si occupa di selezione, certificazione ed acquisto di perle coltivate nei paesi d’origine. Collabora stabilmente con importanti realtà produttive del settore gioielleria nel ruolo di consulente aziendale per gli acquisti e l’importazione diretta del prodotto.

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