Le perle oggi giorno sono facilmente reperibili e quasi ogni donna al mondo può permettersi di portarne una al collo, ma non molti sanno la storia dietro questo grande privilegio.

Da sempre affascinato da queste piccole meraviglie naturali, Kokichi Mikimoto decide di lasciare l’attività di famiglia, un negozio di udon (spaghetti giapponesi), per intraprendere la passione di una vita, la coltivazione delle perle, risollevando le sorti economiche della sua famiglia e realizzando l’aspirazione di poter concedere il lusso di una perla a tutte le donne.

Nel 1890 realizza due impianti con i quali dà il via alla coltivazione, uno a Toba e uno nella Baia di Ago, ma nonostante la costante dedizione sia nell’anima che nel corpo la prima generazione di molluschi non produsse niente e l’intera coltivazione venne spazzata via dalla marea rossa di alghe.

1000 ostriche andarono perdute ma questo non servi ad altro che motivare ancora di più Kokichi, che investì tutto quello che gli era rimasto per riavviare la sua attività: aiutato dalla moglie Ume, i suoi sforzi furono ricompensati con la scoperta della prima perla coltivata all’interno di una delle sue ostriche perlifere raccolte proprio dalla moglie, l’unica collaboratrice rimasta ad aiutarlo nel suo progetto. Era l’11 luglio 1893.

Però, l’ondata rossa non tardò a colpirlo di nuovo, questa volta più duramente, distruggendo in una sola volta ben 850 mila ostriche solo un’anno dopo; questa disgrazia insieme alla morte per appendicite dell’amata moglie spinse Kokichi ancora di più nel suo lavoro e la sua caparbietà lo premiò con la scoperta di una delle più perfette perle.

 

Ma la felicità durò poco, a causa della nuova concorrenza da parte di due suoi conterranei andati ad imparare le tecniche di coltivazione in Australia; iniziata la battaglia legale a suon di cavilli, Kokichi nel frattempo aveva aperto il suo negozio nel quartiere di Ginza a Tokyo riscuotendo immediatamente successo anche tra la famiglia imperiale.

Vinta la battaglia per lo sfruttamento del metodo Nishikawa-Mise, i suoi avversari, divenne a tutti gli effetti “Il signore delle perle”, e usando la propria tenacia negli affari riuscì ad espandersi in tutto il mondo, con filiali a Londra, Parigi, Shangai, Mumbai e New York.

Il suo sogno era finalmente realizzato, e nel 1954, l’anno della sua morte, le perle coltivare erano così famose e popolari da adornare il collo (o quasi) di ogni donna nel mondo.

 

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A proposito dell'autore

Da 20 anni Adriano Genisi si occupa di selezione, certificazione ed acquisto di perle coltivate nei paesi d’origine. Collabora stabilmente con importanti realtà produttive del settore gioielleria nel ruolo di consulente aziendale per gli acquisti e l’importazione diretta del prodotto.

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