perle d'imitazione

perle d’imitazione

Con il termine “perle d’imitazione”, o “perle false”, si indicano perle prodotte interamente dall’uomo, ovvero fabbricate artificialmente senza l’impiego di ostriche.

Le perle d’imitazione sono costituite da materiali di qualsiasi composizione; possono anche essere ricoperte da sostanze madreperlacee di origine animale, ma rimangono comunque dei prodotti non naturali, in quanto non sono state generate da molluschi.

 

perla nell'ostrica

 

Ecco quindi alcuni consigli per capire la differenza tra una perla artificiale apparentemente perfetta e una preziosa perla naturale o coltivata con tecnica naturale:

 

  • Attenzione ad alcuni nomi ingannevoli con cui vengono chiamate le perle false, come ad esempio “perle di Majorca o Mallorca”, “perle di Parigi” o addirittura “perle di coltura migliorata” .

 

  • Diffidate dalle  perle troppo perfette, sono facilmente fabbricate in vetro, ceramica o plastica e ricoperte con una vernice o qualche altro materiale che simula lucentezza e iridescenza. Una perla naturale o coltivata con tecnica naturale, se si osserva da vicino, ha sempre qualche piccola imperfezione.

 

perle d'imitazione

 

  • Anche le dimensioni sono importanti. In un filo di perle false le gemme sono tutte della stessa forma e diametro, identiche fra loro perché prodotte in serie.

 

  • Controllate il foro delle perle, se sono vere è preciso e senza difetti, se sono false il foro è spesso rovinato da piccole sbucciature, causate dalle sostanze collanti presenti nel prodotto.

 

  • Le perle false non hanno differenze di colore tra una perla e l’altra, il tono è piatto, non ci sono sfumature o gradazioni, nelle perle vere ci sono nuance, profondità e armonia di colori.

 zhen-zhu

 

  • Le perle vere risultano essere più fredde di quelle false.

 

Ultimo importante consiglio per individuare i migliori falsi in commercio, provate a strofinare le perle sui denti, se avvertite una leggera sabbiolina avete fatto la scelta giusta!

 

 

collana di perle

 

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A proposito dell'autore

Da 20 anni Adriano Genisi si occupa di selezione, certificazione ed acquisto di perle coltivate nei paesi d’origine. Collabora stabilmente con importanti realtà produttive del settore gioielleria nel ruolo di consulente aziendale per gli acquisti e l’importazione diretta del prodotto.

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4 Risposte

  1. Debora

    Ciao Adriano, bello e interessante il post che insegna a riconoscere l’autenticita’ delle perle. Se decidi di tenere un corso formativo su tutto cio’ che hai imparato, con l’esperienze e la passione sul mondo delle perle, fammi sapere, non si smette mai d’imparare!

    Rispondi
    • Adriano

      Ciao Debora, mi fa piacere tu abbia trovato interessante il post appena pubblicato.
      Evidentemente hai origliato nei miei pensieri!
      Stavo giusto programmando corsi al consumatore finale.
      Fammi avere il tuo indirizzo mail se vorrai essere aggiornata.

      Rispondi
  2. Marina

    Anche io ho trovato interessante il tuo post. Mi piacciono molto di più le scaramazze delle perle di mare. Non ho capito la differenza con le barocche è da cosa dipende il colore differente. Grazie Marina

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    • genisi

      Buonasera Marina,
      credo tu stia facendo un po di confusione!
      La definizione “perla barocca” non è altro che un sinonimo di “perla scaramazza” stiamo quindi parlando della stessa cosa.

      Quando si parla di barocche o scaramazze si fa riferimento a perle di forma irregolare.
      Possono essere generate da molluschi che producono perle coltivate ma ovviamante si possono trovare anche nei raccolti delle perle che nascono in modo naturale.

      Le perle barocche o scaramazze possono essere di diversi colori.
      In funzione dell’ostrica che le genera saranno grigie, bianche, dorate, rosa e nere .

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